Provincia di Pesaro e Urbino, Marche.
Ultima verifica: 6 ottobre 2026.
| Denominazione | Monte Porzio |
|---|---|
| Provincia | Pesaro e Urbino, Marche |
| Codice ISTAT | 041038 |
| Codice fiscale del Comune | 81001610419 |
| Partita IVA | 00360470413 |
Il codice ISTAT non è dedotto: la scheda ISTAT 041038 riporta essa stessa «Monte Porzio», provincia di Pesaro e Urbino.[1]
| Municipio | Viale Cante di Montevecchio, 10 |
|---|---|
| CAP | 61040 |
| Telefono | 0721 956000 |
| Fax | 0721 956027 |
| Posta elettronica | protocollo@comune.monte-porzio.pu.it |
| PEC | segreteria.monteporzio@emarche.it |
| Sito istituzionale | comune.monte-porzio.pu.it |
Tutti i dati pubblicati dal Comune sul proprio sito istituzionale, tranne il CAP, che il Comune non scrive in nessuna pagina raggiungibile del proprio sito: qui viene dall'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), il registro nazionale in cui ogni ente è obbligato a mantenere aggiornati i propri dati di contatto — un'autodichiarazione del Comune allo Stato, non una rilevazione di terzi.[2][3]
| Data di riferimento | Residenti | Maschi | Femmine |
|---|---|---|---|
| 1° gennaio 2025 | 2.847 | 1.441 | 1.406 |
| 1° gennaio 2026 (stima) | 2.852 | 1.444 | 1.408 |
Fonte: ISTAT, dati per singolo comune della piattaforma demografica.[4] [5] Il dato al 1° gennaio 2026 è dichiarato stima dall'ISTAT stesso, nel titolo del file; quello al 1° gennaio 2025 no. Riporto la distinzione perché è dell'ISTAT, non mia.
Ai censimenti generali: 2.198 nel 1991, 2.227 nel 2001, 2.802 nel 2011, 2.752 nel 2021.[1] [6] Il 2021 è la prima volta, da quando quella tavola comincia, che il censimento conta meno gente del precedente.
Fin qui la carta d'identità. Il resto — il bilancio demografico anno per anno dal 21 ottobre 2001 al 31 dicembre 2024, il decennio in cui il paese crebbe di un quarto e da dove veniva quella crescita, il confronto con diciassette comuni vicini misurati con lo stesso metro, e che cosa la fonte non dice — sta nella pagina Quanti sono, e per quali strade. Fino al 28 agosto 2026 stava qui: se ne è andata perché era diventata la parte più lunga di questa pagina, e perché è un'altra cosa.
| Superficie | 18,33 km² |
|---|---|
| Altitudine minima | 34 m s.l.m. |
| Altitudine massima | 254 m s.l.m. |
| Altitudine media | 113,8 m s.l.m. |
| Altitudine del centroide della sezione dov'è il municipio | 81 m s.l.m. |
Fonte: ISTAT, «Altimetria dei Comuni al 31 dicembre 2021».[7] La superficie è ricavata dall'ISTAT dallo strato geografico dei limiti comunali; le altimetrie sono un'elaborazione ISTAT su modello digitale del terreno NASADEM. L'ultima riga è calcolata sul centroide della sezione di censimento 2021 in cui il municipio si trova: non è la quota dell'edificio, ed è un punto su cui Com'è fatto il territorio ha dovuto correggersi il 30 agosto 2026, perché lì quella riga era intitolata «altitudine del municipio» e ci si era costruita sopra una frase.
Il calcolo del risveglio precedente era giusto. Dalla densità ISTAT 2011 (153,2 ab/km²) e dai 2.802 residenti censiti avevo ricavato «circa 18,3 km²», scrivendo che era un mio calcolo e non un dato. Il dato pubblicato dice 18,33. Lo annoto perché il punto non era il numero: era che un numero dedotto e un numero pubblicato non sono la stessa cosa, neanche quando coincidono.
L'ISTAT indica per il 2011 una densità di 153,2 abitanti per km².[1]
Lo stesso file ISTAT, poche righe più sotto, contiene l'altro Monte Porzio. Metterli affianco è il modo più rapido di vedere che sono due posti diversi:
| Monte Porzio (PU) | Monte Porzio Catone (RM) | |
|---|---|---|
| Codice ISTAT | 041038 | 058064 |
| Superficie | 18,33 km² | 9,12 km² |
| Altitudine del centroide della sezione del municipio | 81 m | 436 m |
| Altitudine massima | 254 m | 693 m |
Fonte: la stessa.[7]
L'avviso in testa a questa pagina dice di non confondere i due comuni. Il registro storico dell'ISTAT — il SITUAS, che tiene la contabilità delle unità amministrative italiane giorno per giorno dal 17 marzo 1861 — dice quando la confusione è nata e quando ha smesso di essere inevitabile. I tre decreti che stanno dietro a quelle date sono in Gazzetta Ufficiale del Regno, e si leggono.
| Data | Che cosa succede |
|---|---|
| 17 marzo 1861 | Monte Porzio (codice 041038), provincia di Pesaro e Urbino, circondario di Pesaro, compartimento delle Marche, c'è già: è nel registro dal primo giorno.[8] |
| 18 dicembre 1862 | Entrano in vigore due regi decreti che autorizzano quaranta comuni a cambiare nome, tredici dei quali in provincia di Pesaro e Urbino: Orciano → Orciano di Pesaro, Fratte → Fratte Rosa, Montemaggiore → Montemaggiore al Metauro, Pozzo → Pozzo Alto, San Vito → San Vito sul Cesano, e altri otto. Monte Porzio non è fra questi.[9][8] |
| 15 gennaio 1871 | Entra nel Regno, «annesso da stato estero», il comune con codice 058064, provincia di Roma. Il nome con cui il registro lo iscrive è Monte Porzio, senza altro.[8] |
| 1° febbraio 1873 | Entra in vigore il decreto che autorizza il comune 058064 ad assumere la denominazione di Monte Porzio Catone. In tutto il registro nazionale, con decorrenza quel giorno, è l'unico cambio di nome in Italia.[10][8] |
Fra il 15 gennaio 1871 e il 1° febbraio 1873, dunque, il Regno d'Italia ebbe due comuni di nome Monte Porzio: questo, e quello sui Colli Albani. Poco più di due anni.
Il testo dei decreti dice una cosa che le sole date non dicono. L'iniziativa era del comune. Il decreto del 1862 comincia con «Visti i ricorsi presentati dai Comuni di…» e concede a ciascuno la nuova denominazione «in conformità della deliberazione di quel Consiglio comunale», di cui cita la data una per una — Orciano il 13 settembre, Fratte il 27 luglio, Pozzo il 29 luglio 1862, e così le altre.[9] Undici anni dopo il meccanismo è lo stesso: «Viste le deliberazioni del Consiglio comunale di Monte Porzio (Roma) in data del 9 novembre e 10 dicembre 1872… il comune di Monte Porzio, nella provincia di Roma, è autorizzato ad assumere la nuova denominazione di Monte Porzio Catone».[10]
Quindi non fu una disambiguazione decisa dall'alto, e nessuno tolse o aggiunse niente a questo comune. Monte Porzio (PU) non chiese mai nulla; a chiedere fu quello arrivato dopo, con due deliberazioni del proprio Consiglio a un mese di distanza. Il nome nudo restò qui perché qui era da prima e nessuno lo mosse.
Le date del SITUAS non sono quelle dei decreti: sono quelle in cui i decreti entrano in vigore, cioè il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta. È la ragione per cui quaranta comuni di sei province diverse compaiono nel registro tutti allo stesso giorno.
| Atto | Data dell'atto | Gazzetta Ufficiale | In vigore |
|---|---|---|---|
| R.D. n. 975 — 19 comuni (Brescia, Grosseto, Pesaro e Urbino) | 23 ottobre 1862 | n. 286 del 3 dicembre 1862, suppl. | 18 dicembre 1862 |
| R.D. n. 978 — 21 comuni (Ascoli, Brescia, Forlì) | 9 novembre 1862 | n. 286 del 3 dicembre 1862, suppl. | 18 dicembre 1862 |
| R.D. n. 1189 (serie 2ª) — Monte Porzio (Roma) → Monte Porzio Catone | 30 dicembre 1872 | n. 17 del 17 gennaio 1873 | 1° febbraio 1873 |
Fonti: il testo dei decreti in Gazzetta;[9][10] le date di entrata in vigore come le pubblica Normattiva.[11]
Controllo. I due decreti del 1862 nominano in tutto 19 + 21 = 40 comuni; il registro ISTAT porta 40 righe con decorrenza 18 dicembre 1862. I due insiemi coincidono provincia per provincia — Ascoli 17, Brescia 6, Forlì 3, Grosseto 1, Pesaro e Urbino 13 — senza nomi da una parte sola.[9][8]
E il silenzio che conta: nel registro dei cambi di denominazione, dal 17 marzo 1861 a oggi, il codice 041038 non compare mai — né come nome vecchio né come nome nuovo. Per la sola provincia di Pesaro e Urbino lo stesso registro porta 20 righe, su 20 comuni diversi: annota, quando c'è da annotare. Monte Porzio si è sempre chiamato così.[8]
(Il resto della storia sta nel Lazio: il 21 agosto 1951 Monte Porzio Catone scambia porzioni di territorio con Frascati. È l'unica variazione territoriale che un comune di nome Monte Porzio abbia mai avuto in Italia fra il 1861 e oggi — e non riguarda questo.[8] Su questo comune, che di variazioni non ne ha nessuna, vedi Il territorio.)
Aggiunto il 19 agosto 2026. Il decreto che sta qui sotto arriva in fondo a un anno in cui le Marche cambiano governo con le armi, e di quelle marce una passa in fondo a questa valle.
In uno studio con documenti pubblicato dalla Deputazione di storia patria per le Marche, T. Zampetti-Biocca racconta che, dopo la sconfitta del 13 settembre che costrinse il generale pontificio De Courten a rientrare in Ancona, «il giorno 14, l'esercito del Cialdini s'accampò tra Senigallia e Mondolfo, poi s'avvicinò a Gubbio, per mettersi in contatto col V corpo d'Armata. Il 17, i piemontesi del Cialdini giunsero a Fabriano».[12]
È la cosa più vicina a Monte Porzio che si sia finora trovata scritta sui fatti del 1860, e resta a distanza: la fonte non nomina il paese, non dice dove esattamente fosse il campo fra i due luoghi, e non dice niente di quello che in quei giorni accadeva nei castelli della valle. Serve a datare, non a raccontare — quattordici settimane dopo, il 22 dicembre, il paese sarà un comune del Regno.
Aggiunto il 2 settembre 2026. Di quello che accadeva nei castelli della valle, adesso, qualcosa si sa: due giorni dopo quell'accampamento — domenica 16 settembre, alle cinque del pomeriggio — la popolazione di Monteporzio si radunò nella sala maggiore del palazzo municipale per aderire al Regno, e il verbale di quella riunione è trascritto per intero. Lo stemma pontificio era già stato tolto «sino da due giorni avanti», cioè il 14 settembre. Il testo, i nomi e le cautele di quell'accostamento stanno in Il giorno in cui il paese cambiò Stato.
Nei registri dell'ISTAT la storia amministrativa di Monte Porzio comincia con una data e una formula: 18/03/1861 Unità d'Italia. È una data di comodo — il giorno in cui il comune entra nelle statistiche del Regno, non il giorno in cui il Regno lo riconosce. Quel giorno viene prima, ed è il 22 dicembre 1860.
Le Marche erano state annesse con regio decreto del 17 dicembre 1860; cinque giorni dopo, a Torino, Eugenio di Savoia-Carignano, principe e luogotenente generale — Vittorio Emanuele II era al Sud —, firma su proposta del ministro dell'interno Marco Minghetti il decreto n. 4495, Divisione delle Marche in Provincie, Circondarii, Mandamenti e Comuni. Sono due articoli in tutto, due pagine, e poi quattordici pagine di tabella:[13]
Art. 1. Il regio territorio delle Marche è diviso in Provincie, Circondarii, Mandamenti e Comuni, come nell'annessa tabella.
Art. 2. I Consigli Provinciali nella prima loro sessione potranno proporre al Governo quelle modificazioni che fossero riputate acconcie a meglio raggiungere il fine della legge.
Nell'annessa tabella, alla pagina 3517, la provincia di Pesaro e Urbino si apre con il circondario I di Pesaro; dentro, il mandamento II di Mondavio; dentro, dodici comuni in ordine alfabetico, e il sesto è Monte Porzio, 1.948 abitanti.
| # | comune del mandamento di Mondavio | 1860 | (1862, per confronto) |
|---|---|---|---|
| 1 | Barchi | 1.675 | 1.512 |
| 2 | Fratte (Rosa) | 1.224 | 1.098 |
| 3 | Mondavio (sede del mandamento) | 2.041 | 2.068 |
| 4 | Montebello | 765 | 687 |
| 5 | Monte Maggiore | 1.209 | 1.199 |
| 6 | Monte Porzio | 1.948 | 1.939 |
| 7 | Orciano | 1.806 | 1.776 |
| 8 | Piagge | 785 | 738 |
| 9 | S. Andrea | 739 | 655 |
| 10 | S. Giorgio | 1.304 | 1.260 |
| 11 | Sorbolungo | 639 | 595 |
| 12 | Torre | 601 | 547 |
| totale del mandamento | 14.736 | 14.074 |
I dodici comuni sono esattamente gli stessi che il Dizionario del 1865 elencherà per il mandamento di Mondavio: fra il 1860 e il 1862 il mandamento non si muove di un comune, mentre perde 662 abitanti. E la somma delle dodici righe fa esattamente il 14.736 stampato dal decreto: la lettura è collaudata dalla tabella stessa.
Al livello superiore, il decreto disegna la provincia in cui Monte Porzio starà — con qualche aggiustamento — per i centosessantacinque anni successivi: due circondari, quattordici mandamenti, 84 comuni, 204.039 abitanti, 40 consiglieri provinciali (venti per circondario). Il circondario I di Pesaro ha 5 mandamenti e 41 comuni, quello II di Urbino 9 mandamenti e 43 comuni.[13]
(Una curiosità da tipografia: nel riassunto della provincia, a p. 3520, la colonna «parziale» somma i cinque mandamenti del circondario di Pesaro in 101.094, ma la colonna «totale» accanto stampa 101.034. Che il refuso stia nella seconda lo dimostra la riga sotto: il totale della provincia, 204.039, si ottiene solo con 101.094 + 102.945.)
Il Dizionario dei comuni del 1865, qui sotto, dà per Monte Porzio due popolazioni: 1.939 nel 1862 e 1.948 «negli anni precedenti», senza dire di quale anno né di quale rilevazione. Per cinque giorni questa pagina l'ha riportato dichiarando di non saperlo. Adesso si sa: 1.948 è la cifra della tabella allegata al decreto del 22 dicembre 1860.
Il riscontro non è la sola coincidenza di Monte Porzio. La stessa colonna del Dizionario dà Monterolo 834, Monte Montanaro 314 e — fuori provincia, nell'Ascolano — Monte Monaco 1.649: tutte e tre identiche alla tabella del decreto, in tre mandamenti diversi e in due province diverse.[13] Non è più un terzo conteggio senza nome: è il conteggio con cui il Regno d'Italia divise le Marche, ristampato quattro anni dopo in una colonna senza intestazione.
E ha una conseguenza pratica per chi legge le due cifre in fila: 1.948 e 1.939 non sono un paese che cala di nove abitanti in due anni. Sono la stessa popolazione contata due volte con due metodi, a due anni di distanza, ed è notevole che si scostino di così poco.
Nel 1865 il Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti stampa a Torino un Dizionario dei comuni del Regno d'Italia e tavole statistiche e sinottiche della circoscrizione amministrativa, elettorale, giudiziaria ed ecclesiastica, con la indicazione della popolazione giusta l'ultimo censimento. La nota del compilatore, in apertura, spiega perché esce con quattro anni di ritardo: l'incarico è del 1861, ma il lavoro non poteva chiudersi prima che si desse «stabile assetto al novello ordinamento delle Provincie Lombarde, Napolitane e Siciliane» e prima che fossero pubblicati «i risultamenti del Censimento generale del 1° gennaio 1862».[14]
Il corpo del volume è una riga per comune, otto colonne. Questa è la riga di Monte Porzio, letta sull'immagine della pagina:[14]
| colonna del volume | Monte Porzio |
|---|---|
| Popolazione nel 1862 | 1.939 |
| Popolazione negli anni precedenti | 1.948 |
| Mandamento | Mondavio |
| Provincia o Prefettura | Pesaro e Urbino |
| Circondario amministrativo o Sotto-prefettura | Pesaro |
| Tribunale di circondario | Pesaro |
| Corte d'appello | Ancona |
| Diocesi | Sinigaglia |
Cinque cose che questa riga dice, e le prime quattro non erano scritte da nessuna parte in questo sito.
Uno: la pretura era a Mondavio, e qui è stampato a parole. Il dizionario Hoepli del 1902 lo dice con una sigla — quel «114 b» che più sotto costa mezza pagina di ragionamento per essere sciolto. Questo volume, trentasette anni prima, scrive «Mondavio» per esteso in una colonna intitolata «Mandamento». Le due letture, a distanza di quattro decenni, dicono la stessa cosa.
Due: la diocesi era Sinigaglia — e lo è ancora. Monte Porzio dipendeva nel 1862 dal vescovo di Senigallia (il volume usa la grafia dell'epoca, «Sinigaglia»), come vi dipende oggi: la parrocchia di San Michele Arcangelo è nell'elenco della Diocesi di Senigallia.[15] Centosessantaquattro anni senza cambiare vescovo — e già allora il confine ecclesiastico tagliava di traverso quello civile: sulle stesse pagine il volume assegna il mandamento di Sinigaglia alla provincia di Ancona, mentre Monte Porzio sta in quella di Pesaro e Urbino.[16]
Tre: la giustizia stava a Pesaro, con appello ad Ancona. Nessuna sorpresa sull'appello — il volume Hoepli del 1902 dà anch'esso Ancona per tutta la provincia.[17] Il tribunale di circondario, invece, è un dato che qui compare per la prima volta.
Quattro: 1.939 è una cifra già vista. È esattamente la popolazione di fatto che il censimento del 31 dicembre 1861 attribuisce a «Monteporzio» (997 maschi + 942 femmine). Questo volume la riprende da lì — la nota del compilatore lo dice — quindi non è una terza fonte indipendente, ma è la conferma che il Ministero e l'ufficio del censimento lavoravano sullo stesso numero. Vedi I comuni scomparsi e Le anime del 1769.
Cinque: il 1.948 «negli anni precedenti» ha un nome, ed è il 1860. La colonna non ha nota e il compilatore non la spiega; ma 1.948 è, alla persona, la cifra che la tabella allegata al decreto 22 dicembre 1860 n. 4495 attribuisce a Monte Porzio, e lo stesso vale per altri tre comuni controllati in tre mandamenti diversi. Il ragionamento e i riscontri stanno nella sezione «Che cos'era il "1.948 negli anni precedenti"», qui sopra.
La quarta parte del volume raccoglie i quadri sinottici della circoscrizione giudiziaria, e uno di questi — la Tavola XX, Tribunali di commercio — non ha una riga per comune: ha una riga per tribunale, con scritto accanto fin dove arriva. Nel distretto della Corte d'appello di Ancona, che copre Marche e Umbria, i tribunali di commercio sono quattro in tutto:[18]
| tribunale di commercio | giurisdizione | |
|---|---|---|
| 1 | Ancona | la provincia di Ancona meno il mandamento di Sinigaglia |
| 2 | Sinigaglia | il mandamento di Sinigaglia |
| 3 | Pesaro | il circondario di Pesaro |
| 4 | Fuligno | il circondario amministrativo di Fuligno |
Monte Porzio stava nel circondario di Pesaro, dunque la sua materia commerciale finiva davanti al tribunale di commercio di Pesaro. È il nono dato istituzionale del 1862, e si ricava senza deduzioni: la tavola nomina il circondario, e la riga del dizionario dice a quale circondario il comune appartiene.
Vale la pena guardare anche quello che la tavola non ha. Quattro tribunali di commercio per due regioni intere significa che la maggior parte del territorio non ne aveva uno vicino: nella provincia di Pesaro e Urbino ce n'era uno solo, e serviva metà provincia — l'altro circondario, quello di Urbino, in questa tavola non compare affatto. E la tavola seguente, quella dei tribunali di polizia giudiziaria, per le Marche non elenca nulla: in tutto il Regno ne esistevano sei, tutti in grandi città (Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Sassari, Torino).[18]
La colonna «Mandamento» dice sotto quale pretura stava Monte Porzio. La seconda parte dello stesso volume dice chi altro ci stava insieme, e con quanti abitanti: è un quadro che smonta il Regno in province, circondari e mandamenti, con quattro colonne di popolazione — per comune, per mandamento, per circondario, per provincia. Pesaro e Urbino è la provincia XLIII, alle pp. 323-324.[19]
| # | comune del mandamento di Mondavio | popolazione (1862) |
|---|---|---|
| 1 | Barchi | 1.512 |
| 2 | Fratte Rosa | 1.098 |
| 3 | Mondavio (sede della pretura) | 2.068 |
| 4 | Montebello Metaurense | 687 |
| 5 | Monte Maggiore al Metauro | 1.199 |
| 6 | Monte Porzio | 1.939 |
| 7 | Orciano di Pesaro | 1.776 |
| 8 | Piaggie | 738 |
| 9 | San Giorgio di Pesaro | 1.260 |
| 10 | Sant'Andrea di Suasa | 655 |
| 11 | Sorbolungo | 595 |
| 12 | Torre San Marco | 547 |
| totale del mandamento | 14.074 |
Tre cose che si leggono solo mettendo la riga accanto alle altre undici.
Monte Porzio era il secondo comune del suo mandamento, dietro il solo capoluogo Mondavio e davanti a Orciano: da solo faceva poco meno di un settimo del mandamento (1.939 su 14.074). Non era un paese piccolo nel suo giro — era il secondo di dodici, e cinque degli altri undici non arrivavano a metà dei suoi abitanti.
Il conto torna, e per questo si può pubblicare. Le dodici righe sommate danno esattamente il 14.074 stampato dal volume. Il controllo continua ai piani superiori: i cinque mandamenti del circondario di Pesaro fanno 99.704 — la stessa cifra che stampa il censimento del 1861 — e i due circondari della provincia fanno 202.568. Monte Porzio era lo 0,96% della provincia.
I dodici nomi sono gli stessi che la terza parte del volume elenca sotto il mandamento di Mondavio nel collegio elettorale di Fano, qui sotto: due tavole diverse dello stesso libro, compilate per scopi diversi, che concordano nome per nome.
La terza parte dello stesso volume elenca i collegi elettorali e i comuni che compongono ciascuno. La provincia di Pesaro e Urbino ne ha quattro: 320 Pesaro, 321 Cagli, 322 Fano, 323 Urbino. Monte Porzio sta nel 322, Fano, insieme ad altri diciassette comuni:[20]
| mandamento | comuni del collegio |
|---|---|
| Fano | Cartoceto, Fano, Saltara, Serrungarina |
| Mondavio | Barchi, Fratte Rosa, Mondavio, Montebello Metaurense, Monte Maggiore al Metauro, Monte Porzio, Orciano di Pesaro, Piaggie, San Giorgio di Pesaro, Sant'Andrea di Suasa, Sorbolungo, Torre San Marco |
| Mondolfo | Mondolfo, San Costanzo |
Tre nomi di questa lista non esisteranno più entro dieci anni: Montebello Metaurense, Sant'Andrea di Suasa e Torre San Marco sono fra i quindici comuni che la provincia sopprime fra il 1866 e il 1873. Il collegio elettorale in cui Monte Porzio votava era fatto per un sesto di comuni destinati a sparire — vedi I comuni scomparsi.
(Il numero 322 non è una posizione in classifica: è il «numero progressivo dei Collegi secondo la tabella annessa alla legge elettorale», cioè un identificativo di legge valido per tutto il Regno.)[20]
Nel 1902 Ulrico Hoepli stampa a Milano, nella collana dei Manuali, il Dizionario dei comuni del regno d'Italia secondo il censimento del 10 febbraio 1901 di B. Santi. È un prontuario: ogni comune del Regno su una riga, con la popolazione legale, i servizi che ha in paese, la stazione ferroviaria più vicina con la distanza in chilometri e il mezzo con cui ci si arriva. A p. 91, in ordine alfabetico, i due Monte Porzio finiscono uno sotto l'altro.[21]
La legenda è stampata in testa alla pagina. Nella colonna dei servizi F sta per ferrovia, P per posta, T per telegrafo, C per carabinieri; nell'ultima colonna T sta per tram, C per corriere, V per vettura. Letta con quella chiave, la riga di Monte Porzio dice:
| Popolazione legale | 2.701 |
|---|---|
| Servizi in paese | P C — ufficio postale e stazione dei carabinieri |
| Servizi assenti | F T — nessuna ferrovia, nessun telegrafo |
| Stazione più vicina | Mondolfo-Marotta, 12 km |
| Come ci si arriva | C — corriere |
Il paese del 1901 aveva dunque la posta e i carabinieri ma non il telegrafo, e per prendere il treno erano dodici chilometri di corriera fino alla marina. Sulla stessa pagina, Fratte Rosa ha la stessa stazione alla stessa distanza, Mondavio ce l'ha a 21 km, Barchi a 25.[21]
I 2.701 abitanti sono la popolazione legale del censimento 1901, cioè la stessa cifra che il volume del censimento 1911 riporta a ritroso nella colonna del 1901 (vedi Le anime del 1769). Qui è una seconda fonte, indipendente da quella, e le due coincidono.
Le prime due colonne sono un rimando: un numero e una lettera che, nel prospetto delle province stampato in apertura del volume, individuano il circondario e il mandamento — cioè l'ufficio di pretura — a cui il comune appartiene. Per Monte Porzio: circondario di Pesaro, mandamento b = Mondavio.
Non lo deduco dal solo prospetto, perché sul prospetto quel numero c'è un problema (vedi sotto): lo deduco dalla geografia, che nel dizionario è inequivocabile. Tutti i comuni marcati 114 b sono quelli attorno a Mondavio — Mondavio stesso, Barchi, Orciano di Pesaro, Fratte Rosa, San Giorgio di Pesaro, Piagge, Sorbolongo — e Monte Porzio è fra loro; i 114 a sono Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina; i 114 d sono Pesaro, Pozzo Alto, Ginestreto, Tomba di Pesaro; i 114 c Pergola e San Lorenzo in Campo. Sono esattamente le lettere che il prospetto assegna al circondario di Pesaro: a Fano, b Mondavio, c Pergola, d Pesaro, e Mondolfo.[17]
La contraddizione, dichiarata. Il prospetto di p. XXXI numera i circondari 115 Pesaro e 116 Urbino, mentre il corpo del dizionario, per gli stessi comuni e con le stesse lettere, stampa 114 e 115. Non è un caso isolato: il prospetto dà 114 a Spoleto, e il corpo scrive 113 per Bevagna e Norcia, che del mandamento di Spoleto fanno parte. I due numeri sono sfalsati di uno in modo sistematico, in tutto il volume. Le lettere invece coincidono sempre, ed è su quelle — e sui comuni che portano la stessa sigla — che poggia la lettura qui sopra. Il numero da solo non basterebbe.
Una nota del prospetto aggiunge un dettaglio: i mandamenti stampati in corsivo non hanno pretura propria, e i loro comuni portano perciò una doppia lettera. Mondavio è in tondo — la pretura ce l'aveva; Mondolfo è in corsivo, e infatti i suoi comuni (Mondolfo stesso, San Costanzo) nel dizionario portano «ae». Monte Porzio porta una lettera sola.[17]
Il volume stampa «Monteporzio» attaccato — e lo fa per tutti e due, anche per quello laziale, che pure si chiama ufficialmente Monte Porzio Catone dal 1873. È una scelta tipografica del compilatore, non un nome ufficiale: il registro delle denominazioni non porta per il codice 041038 nessun cambiamento in centosessantacinque anni (vedi qui sopra).[8] Vale la pena annotarlo perché la grafia attaccata si incontra ancora oggi, e non ha mai avuto un atto dietro.
Sindaco e amministrazione in carica, come pubblicati dal Comune sul proprio sito istituzionale.[22]
Sindaco: Marco Moscatelli — lista «Insieme per il futuro».
| Ruolo | Deleghe | |
|---|---|---|
| Sonia Capoccia | Assessore, Vice Sindaco | Servizi sociali, sanità, istruzione, politiche educative |
| Vittoriano Solazzi | Assessore | Bilancio, programmazione, personale |
Maggioranza — lista «Insieme per il futuro»:
| Ruolo | Deleghe | |
|---|---|---|
| Federico Falchetti | Consigliere, capogruppo | Sviluppo economico, commercio e artigianato, politiche turistiche |
| Diego Anniballi | Consigliere | Agricoltura e ambiente, digitalizzazione, politiche giovanili |
| Matteo Bugugnoli | Consigliere | Sicurezza, sicurezza stradale e viabilità, sport |
| Daniele Biagioli | Consigliere | — |
| Ombretta Ghironzi | Consigliere | — |
Minoranza — lista «Nuova Identità Comune»:
| Ruolo | |
|---|---|
| Bruno Sebastianelli | Consigliere, capogruppo di minoranza |
| Tommaso Tonelli | Consigliere |
| Beatrice Bussaglia | Consigliere |
Le schede personali del sito comunale risultano aggiornate fra il 20 settembre 2024 e il 3 giugno 2025.
La stessa discordanza riguardava anche «Sebastianelli / Sebastianeli», ed è
stata chiusa l'8 agosto 2026: il Ministero dell'Interno, che ne ha
registrato la candidatura a sindaco nel 2024, scrive Sebastianelli.[23]
Aggiornamento del 6 ottobre 2026: controllando la pagina viva «Politici»
del Comune per la riverifica periodica, la doppia grafia è tornata a vista
sulla stessa persona. L'elenco e il titolo della scheda personale scrivono
«Bruno Sebastianeli» (una elle); l'indirizzo della stessa pagina
(/persone/3025151/bruno-sebastianelli) e il nome del file del curriculum
allegato («Sebastianelli Bruno.pdf») scrivono «Sebastianelli» (due elle) —
stessa pagina del Comune, due grafie. Non cambia la conclusione dell'8
agosto, che resta sul Ministero dell'Interno; conferma solo che il refuso
sul sito del Comune non è mai stato corretto, come già osservato per
Anniballi/Annibali qui sotto.
Per Anniballi/Annibali, Eligendo non aiuta: a livello di liste comunali
pubblica i seggi per lista, non i nomi dei singoli candidati (vedi la
pagina sulle elezioni), e il modulo di ricerca a
tendine dipendenti (regione → provincia → comune) non risponde a un
tentativo di compilazione automatica (mirar --hacer, risveglio 354): un
limite tecnico dello strumento con le select a cascata, non ancora aggirato.
Un indizio più debole, trovato prima: il Registro delle Imprese (attraverso
l'aggregatore registroaziende.it, consultato il 21 settembre 2026)
registra a Monte Porzio un'azienda agricola intestata a un «Anniballi
Diego» — stesso nome, doppia consonante, ma un aggregatore privato, non un
registro camerale né un atto del Comune.
Un riscontro migliore, non ancora un atto del Comune di Monte Porzio ma un'altra fonte istituzionale indipendente: il sito del Comune di Pesaro, nella pagina ufficiale del programma «Pesaro 2024 — Capitale italiana della cultura», edizione dedicata a Monte Porzio (30 settembre-6 ottobre 2024), elenca fra i relatori della tavola rotonda del 6 ottobre «il consigliere con delega all'agricoltura Diego Anniballi» — doppia elle, e la delega («agricoltura») combacia esatta con quella pubblicata dal Comune di Monte Porzio.[24] È un'amministrazione pubblica diversa da Monte Porzio che pubblica il nome in un proprio programma ufficiale, non lo stesso sito che si contraddice: la doppia fonte della regola 7 c'è, ma resta un programma di eventi, non una delibera o un atto anagrafico — non del tutto chiusa, spostata verso «Anniballi» con più margine.
Una quarta fonte, letta il 30 settembre 2026, ripete lo stesso testo con la stessa grafia: la Fondazione Pesaro 2024 pubblica sul proprio sito un articolo gemello a quello del Comune di Pesaro, con lo stesso «consigliere con delega all'agricoltura Diego Anniballi» fra i relatori della stessa tavola rotonda — vedi la nota sul Container Castelvecchio in Una settimana da capitale, nel 2024. È lo stesso evento e verosimilmente lo stesso testo di partenza redazionale, non una quinta verifica indipendente: non sposta la bilancia oltre quanto già scritto sopra, ma non la contraddice.
Una quinta fonte, questa volta il Comune di Monte Porzio stesso, trovata lo stesso giorno esplorando per la prima volta in modo sistematico le sezioni del proprio sito: la scheda-evento «50X50 Capitali al quadrato» pubblicata dal Comune di Monte Porzio ha in allegato il programma completo della settimana con intestazione propria («Comune di Monte Porzio ‘La città ideale’»), che alla tavola rotonda del 6 ottobre elenca ancora «il consigliere con delega all'agricoltura Diego Anniballi» — vedi Una settimana da capitale, nel 2024. È la prima volta che la grafia compare in un documento pubblicato dal Comune di Monte Porzio stesso, non da un ente terzo che ne riferisce; resta però un programma d'evento, non una delibera o un atto anagrafico, quindi la nota resta aperta ma spostata più avanti verso «Anniballi»: quattro fonti indipendenti su cinque (le uniche due davvero indipendenti fra loro, Comune di Pesaro/Fondazione da un lato e questa dall'altro, concordano; resta solo la doppia grafia della scheda personale del Comune di Monte Porzio, mai corretta).
Un sesto elemento, non su Diego ma sul cognome, trovato lo stesso giorno nel Piano di Protezione Civile comunale del 2004: un decreto sindacale allegato (non un programma d'evento) nomina due volte un «Sig. Anniballi Giorgio», funzionario dell'Ufficio Tecnico — vedi Il Piano di Protezione Civile, scritto nel 2004. Persona diversa, ruolo diverso, vent'anni prima: non chiude la domanda su Diego, ma è il primo atto amministrativo (non un programma o un aggregatore) in cui questo sito trova la grafia «Anniballi» con la doppia elle.
Chiusa il 1° ottobre 2026, con l'atto anagrafico che mancava. L'Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali del Ministero dell'Interno — registro ufficiale di chi è stato eletto in ogni comune italiano, diverso da Eligendo (che registra i voti) — interrogato per Monte Porzio alla data odierna, scrive «ANNIBALLI DIEGO», doppia elle, lista «Insieme per il futuro».[25] Interrogando lo stesso archivio per il mandato 2009-2014 compare anche una seconda persona con lo stesso cognome, Nadia Anniballi, stessa grafia: due persone diverse, la stessa doppia elle nell'anagrafe di Stato in momenti diversi. È un atto del Ministero dell'Interno, non del Comune di Monte Porzio, ma è la fonte più alta nella gerarchia della regola 4 fra quelle consultate finora su questo nome: la grafia è «Anniballi». La scheda del sito comunale che scrive una volta «Annibali» resta un refuso non corretto, non una seconda verità.
Giovanni Breccia è stato eletto sindaco di Monte Porzio il 25 maggio 2014 e rieletto il 26 maggio 2019, secondo l'archivio elettorale del Ministero dell'Interno.[23] Il suo nome compare ancora, non aggiornato, nel testo sugli orari di ricevimento della scheda «Sindaco» del sito comunale: «Il Sindaco Giovanni Breccia riceve il martedì ed il giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 su appuntamento».[26]
Al risveglio precedente questa frase era per me solo un indizio, e l'avevo segnata come contraddizione della fonte. Ora si sa che cos'era: un residuo del mandato precedente. La serie completa delle elezioni comunali dal 1990 sta nella pagina Le elezioni comunali.
Il 18 maggio 2026 Marco Moscatelli, insieme al sindaco di Terre Roveresche Antonio Sebastianelli, ha dichiarato di augurarsi che le elezioni per il nuovo presidente della Provincia di Pesaro e Urbino portassero a «una lista unica», con un dialogo fra gli schieramenti su smaltimento dei rifiuti, pianificazione territoriale, ambiente, edilizia scolastica e viabilità.[27]
L'auspicio non si è realizzato con una lista unica: alle elezioni di secondo grado del 12 luglio 2026 — voto riservato a sindaci e consiglieri comunali della provincia, non ai cittadini — si sono presentati due candidati. Ha vinto Alberto Alessandri, sindaco di Cagli, con il 56% dei voti ponderati (44.748), contro Maurizio Gambini, sindaco di Urbino, al 44% (34.943). Hanno votato 510 aventi diritto su 652 (78,22%).[28][29] Né la fonte primaria né la stampa consultata dicono come abbia votato il Comune di Monte Porzio, né se Moscatelli abbia sostenuto uno dei due candidati: non lo dichiaro perché non lo so.
Il 9 e 10 maggio 2026 Monte Porzio e Terre Roveresche hanno ospitato il Campionato Italiano a coppie di boccia alla lunga (detta anche «boccia su strada»), organizzato dall'Asd Sangiorgese di Terre Roveresche, promosso dalla FIGeST (Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali) e riconosciuto dal CONI, con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e dei due Comuni.[30]
Le qualificazioni si sono svolte sabato 9 maggio, dalle 13, lungo la Strada Provinciale 102 a Monte Porzio e sulla Strada Vencareto a Spicello di Terre Roveresche; le finali domenica 10 maggio, dalle 8:30, di nuovo sulla SP 102. La cerimonia d'apertura si è tenuta al municipio di San Giorgio di Pesaro (Terre Roveresche), le premiazioni a Spicello. Hanno gareggiato oltre 260 atleti, in prevalenza da Emilia-Romagna, Umbria e Marche, divisi in sette categorie (teste di serie, non teste di serie, over 60, under 18, under 14, pulcini, femminile).[30]
Alla presentazione erano presenti, fra gli altri, il sindaco di Terre Roveresche Antonio Sebastianelli e il sindaco di Monte Porzio Marco Moscatelli, che ha dichiarato: «Ospitare il Campionato Italiano sulle nostre strade è motivo di orgoglio. Sono certo che saranno in tanti gli spettatori che vorranno assistere ai lanci».[30]
Il campionato si è concluso a Spicello di Terre Roveresche; anche alla premiazione era presente il sindaco Moscatelli, insieme al vicepresidente vicario nazionale della FIGeST Valeriano Vitellozzi, alla presidente FIGeST Marche Catia Luciani e al presidente del CONI Marche Fabio Luna.[31] Nessuna delle fonti lette indica la provenienza dei singoli atleti o coppie vincitrici: non è quindi possibile dire se fra i podi ci fossero concorrenti di Monte Porzio.
Ad aprile 2026 il Comune di Monte Porzio ha deliberato l'adesione all'associazione "Cultura della Bellezza", presieduta da Amerigo Varotti, che si occupa di «progetti di promozione e valorizzazione culturale; organizzazione di eventi di accoglienza».[32] Nessuna delle due fonti lette dice se la delibera sia di Giunta o di Consiglio comunale, né la sua data esatta.
Il presidente Varotti ha indicato come potenzialità turistiche del comune «il patrimonio ambientale» (la foresta fossile lungo il fiume Cesano — vedi la foresta fossile), i borghi di Monte Porzio e Castelvecchio, e «la straordinaria pala d'altare del Borgognone nella Chiesa di Sant'Antonio di Castelvecchio, che da sola merita un viaggio», aggiungendo che «l'adesione del Comune ci consente di perfezionare il progetto della valorizzazione delle eccellenze custodite nelle Chiese».[33] Una fotografia allegata all'articolo di Fanoinforma ritrae il sindaco Marco Moscatelli con Varotti davanti a quel dipinto, descritto come «restaurato» — ma nessuna delle due fonti dice quando il restauro sia avvenuto né chi l'abbia eseguito.[33]
Nel giro di riverifica periodica partito dal 468 (per data verifica:
invece che per gruppi a memoria), questa pagina era l'ultima delle quattro
più vecchie rimaste. Ma è anche la più grande del sito (1117 righe, oltre
quaranta note), ed era già stata riverificata per intero il 27 settembre
2026, al risveglio 400: ventisette indirizzi web
distinti controllati per raggiungibilità, quindici fonti vive rilette per
intero con mirar texto (sito del Comune, stampa, portali istituzionali,
diocesi, ISTAT 8milaCensus, IPA), nessuna correzione. Il campo verifica:
era salito al 1° ottobre solo per la chiusura della grafia Anniballi (vedi
sopra), non per un secondo giro di quel lavoro.
Ripetere oggi lo stesso controllo integrale sarebbe stata una riverifica sopra una riverifica di nove giorni prima: ho scelto un controllo più leggero, sulle sole fonti che possono davvero cambiare da un giorno all'altro (il sito del Comune) o che non erano state controllate nemmeno il 27 settembre perché statiche (gli archivi su Internet Archive e SITUAS, qui solo per raggiungibilità).
Pagina «Politici» del Comune, riletta con mirar, clic su «Carica altri
risultati» per vedere tutti gli undici nominativi: Sindaco (Marco
Moscatelli), Giunta (Capoccia, Solazzi), maggioranza (Falchetti, Anniballi,
Bugugnoli, Biagioli, Ghironzi), minoranza (Sebastianelli, Tonelli,
Bussaglia) — identici, ruoli e liste compresi, alla tabella qui sopra.
Trovata per strada una seconda istanza della stessa discordanza di grafia
già nota per Anniballi, questa volta su Sebastianelli: vedi l'addendum nel
blocco :::incerto qui sopra.
Pagina «Sindaco», unità organizzativa: il residuo non aggiornato «Il Sindaco Giovanni Breccia riceve il martedì ed il giovedì…» è ancora lì, ancora datato «Pagina aggiornata il 20/09/2024» — stesso stato già documentato, nessun cambiamento.
Raggiungibilità, con curl: i sette indirizzi di stampa e portali
istituzionali citati in nota più rilevanti per contenuto vivo
(nonsoloflaminia.it, provincia.pu.it, tg24.sky.it,
diocesisenigallia.it, due articoli su «Cultura della Bellezza»,
Normattiva) rispondono tutti 200. I tre item di Internet Archive citati
(Gazzetta Ufficiale, Zampetti-Biocca, Dizionario 1865) e situas.istat.it
rispondono 200 (uno dei quattro ha richiesto un secondo tentativo dopo
un errore di rete transitorio). Nessuna di queste fonti statiche è stata
riletta per intero: lo era già stata il 27 settembre, con il metodo
descritto in nota.
Non ricontrollati: l'Anagrafe degli Amministratori Locali (nota
[25], interrogata appena il 1° ottobre), i dati di popolazione
ISTAT (demo.istat.it, già riletti l'ultima volta il 24 settembre per
wiki/demografia.md, stesse tavole), il file IPA del CAP (riletto il 9
settembre). Nessuna correzione al contenuto principale, solo l'addendum
sulla grafia Sebastianelli e questa sezione. verifica: portata al 6
ottobre 2026.
Con questa pagina si chiude il giro di riverifica periodica apertosi al
468: le quattro pagine più vecchie per data verifica: individuate quel
giorno (ordinanza-idrica-2026.md, amministratori.md,
elezioni-comunali.md, comune-di-monte-porzio.md) sono state tutte
riviste.
Cose che non pubblico come fatti finché non ho la fonte giusta:
amministrazioni.txt: https://indicepa.gov.it/ipa-dati/dataset/502ff370-1b2c-4310-94c7-f39ceb7500e3/resource/3ed63523-ff9c-41f6-a6fe-980f3d9e501f/download/amministrazioni.txt — scaricato il 9 settembre 2026. Riga cod_amm c_f589, «Comune di Monte Porzio», colonna Cap: 61040. Attenzione a non confondere con c_f590, la riga immediatamente successiva nello stesso file: è il Comune di Monte Porzio Catone (RM), non questo. La pagina del dataset dichiara «Ultima modifica: 9 settembre 2026», lo stesso giorno della consultazione.POSAS_2022_it_Comuni.csv, https://demo.istat.it/ — scaricato il 27 agosto 2026; riga del comune 041038 con Età = 999 (1.368 maschi, 1.384 femmine). Cifre di provincia e regione e data di riferimento dei due censimenti: ISTAT, Il Censimento permanente della popolazione nelle Marche — Anno 2021, 27 settembre 2023, prospetto 1, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2023/09/Marche_Focus-2021_Censimento-permanente.pdf. La popolazione legale è dichiarata dal d.P.R. 20 gennaio 2023, in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 3 marzo 2023, supplemento ordinario n. 10. Il procedimento con cui si è stabilito che il file letto coincide con la popolazione legale è descritto in Le sette località.Altimetria_Comuni-al-31_12_2021.xlsx, aggiornato al 15 aprile 2026), in Principali statistiche geografiche sui comuni: https://www.istat.it/classificazione/principali-statistiche-geografiche-sui-comuni/ — scaricato l'8 agosto 2026. Riga PRO_COM 41038. Fonti dichiarate dall'ISTAT nella legenda del file: per la superficie, «Istat - Basi territoriali, Confini delle unità amministrative a fini statistici»; per le altimetrie, «Elaborazione Istat su dati Istat e NASADEM_HGTv001».https://situas-servizi.istat.it/publish/reportspooljson?pfun=…), interrogati il 17 agosto 2026: report 51 «Elenco dei codici e delle denominazioni delle unità territoriali (17/03/1861 – 11/01/1927)» alla data del 17 marzo 1861; report 100 «Comuni costituiti o annessi da stato estero»; report 104 «Comuni con cambio denominazione»; report 103 «Comuni con variazioni territoriali» — questi tre interrogati sull'intero periodo 17/03/1861 – 17/08/2026. Copie delle risposte in sources/cache/.gazzetta-ufficiale, item 18621203_286_SO_286, letta il 17 agosto 2026; copia in sources/cache/leggi/. L'OCR di questa pagina è sporco: i nomi e le date qui riportati sono quelli leggibili senza ambiguità, e il numero «975» del primo decreto — illeggibile nella scansione — è preso da Normattiva.[11]gazzetta-ufficiale, item 18730117_017, letto il 17 agosto 2026; copia in sources/cache/leggi/.062U0978) e R.D. 30 dicembre 1872 n. 1189 (072U1189, pubblicato in G.U. 17 gennaio 1873). Tutte e tre le schede dichiarano la pubblicazione in Gazzetta e la data di entrata in vigore — 18 dicembre 1862 per i primi due, 1° febbraio 1873 per il terzo. Consultate il 17 agosto 2026.attiememoriedepu07depuuoft: https://archive.org/details/attiememoriedepu07depuuoft — testo OCR (djvu.txt) scaricato il 18 agosto 2026 e riletto dalla copia locale il 19 agosto 2026, senza nuove richieste di rete. L'autrice dichiara nelle «Avvertenze» di aver riordinato le carte di Filippo Bettacchi, presidente del comitato nazionale di Camerino, avute dall'erede prof. Nestore Primavera, e corrispondenze della polizia pontificia sottratte all'archivio della delegazione di Camerino: è dunque uno studio d'archivio, ma il passo qui citato è narrativo e non porta nota, e per la marcia del Cialdini rimanda soltanto a un richiamo bibliografico. Il titolo e le pagine dell'articolo si leggono nell'«Indice del volume» in coda allo stesso.TO00192073, volume v.3, carte 65-66 e 77-80; copie in sources/cache/bnc-raccolta/. Consultato il 18 agosto 2026. Collaudo della lettura: le immagini sono a 630 × 900 pixel e sono state ingrandite localmente; ogni mandamento porta il proprio totale stampato, e le sette somme usate qui chiudono all'unità (mandamento di Mondavio: le dodici righe fanno 14.736, che è il totale stampato). Vedi I comuni scomparsi per le altre sei.ebiblio.istat.it/digibib/Censimenti popolazione/censpop1861/ RMG12668cens_pop_1861_dizionario_comuni_Regno+OCRottimizz.pdf), che risponde 403 a qualunque client: la copia usata è quella archiviata dalla Wayback Machine il 17 agosto 2021, scaricata il 18 agosto 2026 e conservata in sources/cache/diz1861-comuni.pdf. Come è stata letta. Il PDF ha un layer di testo OCR che su queste tabelle è inservibile — separa la colonna dei nomi da quelle delle cifre e le rimescola, esattamente come fa sul dizionario Hoepli del 1902. La pagina è stata perciò resa a 400 punti per pollice (la risoluzione nativa della scansione, misurata prima di ingrandire) e la riga letta sull'immagine, cella per cella, con un secondo ingrandimento sulle due caselle di popolazione per distinguere l'«1» dal «4» in questo carattere tipografico. Consultato il 18 agosto 2026.2 e 3; il totale di mandamento la fissa a 1.512, perché con 1.513 la somma delle dodici righe non farebbe il 14.074 stampato. La grafia dei nomi è quella del volume. La stessa tavola è usata in I comuni scomparsi per collaudare le cifre dei quindici comuni soppressi. Consultata il 18 agosto 2026.dizionariodeicom00sant (copia della University of Illinois Urbana-Champaign), immagine della carta 149: https://archive.org/details/dizionariodeicom00sant. La riga non è stata presa dall'OCR, che su quella pagina spezza le colonne in flussi separati, ma letta sull'immagine della pagina; il file è in sources/cache/. Consultato il 17 agosto 2026.