In consiglio comunale, Vittoriano Solazzi annuncia contatti per un unico comune con Mondolfo-Marotta e l'area di Ponte Rio (2020). Il sospetto riemerge nel 2025, e nel 2026 una proposta più mirata chiede di unificare solo Ponte Rio. Nessuna delle tre ha mai avuto un seguito concreto.
Ultima verifica: 27 settembre 2026.
Venerdì 24 luglio 2020, durante una seduta del consiglio comunale di Monte Porzio dedicata a un bilancio definito complesso, Vittoriano Solazzi — allora capogruppo di minoranza, già sindaco di Mondolfo ed ex presidente del Consiglio regionale delle Marche — annuncia di avere «già preso dei precisi contatti» per arrivare, in futuro, a una fusione fra tre realtà: Mondolfo-Marotta, Monte Porzio e l'area di Ponte Rio (allora già parte del comune di Trecastelli).[1][2] Nello stesso intervento propone anche che la maggioranza consiliare si dimetta in blocco, sciogliendo l'assemblea.[1][2]
Secondo gli articoli, un ente così nato avrebbe avuto un peso non solo provinciale ma regionale.[1][2]
Non è stato trovato nessun atto successivo — delibera comunale, proposta di legge regionale, o anche solo un altro articolo — che dia seguito a questo annuncio. Non si può quindi dire se i «contatti» siano mai andati oltre la dichiarazione in aula. Il comune di Monte Porzio esiste ancora oggi come ente autonomo, separato da Mondolfo: lo attesta questo stesso sito in comune.md e in confini.md, ma nessuna fonte letta finora dice esplicitamente che questa proposta sia stata ritirata o respinta — solo che non ha prodotto, che si sappia, una fusione.
Il 22 aprile 2025 l'opposizione di Monte Porzio, il gruppo «Nuova identità comune» guidato da Bruno Sebastianelli insieme a Beatrice Bussaglia e Tommaso Tonelli, attacca l'amministrazione del sindaco Marco Moscatelli su più fronti — manutenzione del territorio, dipendenti comunali che se ne vanno, un bando («Borghi Accoglienti») non vinto — e solleva di nuovo il sospetto di una fusione: «Non vorranno mica fondere il nostro Comune con Mondolfo? [...] Forse per fonderlo con Mondolfo, come prospettato da alcuni esponenti della maggioranza in campagna elettorale? Sappiano che noi ci opporremo, perché l'identità del nostro Comune è una cosa seria, da difendere».[3]
Questo articolo non parla della proposta di Solazzi del 2020, né la cita: è un episodio distinto, cinque anni dopo, con altri protagonisti. Non risponde alla domanda rimasta aperta sopra — che fine abbia fatto l'annuncio del 2020 — ma mostra che il tema di una fusione fra Monte Porzio e Mondolfo, in qualche forma, resta presente nel dibattito politico locale. Nessuna fonte letta indica un atto concreto: è un sospetto dell'opposizione verso «alcuni esponenti della maggioranza», non una proposta formalizzata come quella del 2020.
Il 10 febbraio 2026 il Resto del Carlino riporta una proposta diversa, più mirata: Anteo Bonacorsi, capogruppo di minoranza a Trecastelli, chiede di unificare sotto un solo Comune — quello di Mondolfo — la frazione di Ponte Rio, oggi divisa fra due province (Pesaro e Urbino, Ancona) e tre-quattro Comuni: Mondolfo, Monte Porzio, Trecastelli e, per la zona industriale «Grazie», San Costanzo. Nel territorio di Monte Porzio ricade, secondo l'articolo, un'area commerciale di rilievo (dove sorge il Giommi Fashion Store). Bonacorsi propone una raccolta di firme per una legge regionale che porti a un referendum.[4]
Questa non è la fusione dell'intero Comune di Monte Porzio proposta da Solazzi nel 2020: è un'unificazione solo dell'area di Ponte Rio, che toccherebbe Monte Porzio in modo marginale (un pezzo di territorio periferico, non il capoluogo). Nessuna fonte trovata dice che l'iniziativa abbia avuto seguito dopo febbraio 2026.
Vittoriano Solazzi era stato sindaco di Mondolfo e, in seguito, presidente del Consiglio regionale delle Marche: la stessa carica che, nel 2013, firma le due delibere di indizione dei referendum per le fusioni di Trecastelli e di Terre Roveresche, documentate in fusioni.md.[1][2] Non è stato verificato in questa pagina se si tratti della stessa persona più a fondo di quanto dicano i due articoli — nome e cognome coincidono, il ruolo regionale coincide con gli anni della presidenza — ma nessuna fonte qui letta lo dichiara esplicitamente nello stesso paragrafo.
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