Le 86 vie e piazze del paese, dall'elenco ufficiale del Comune.
Ultima verifica: 5 ottobre 2026.
Le vie e le piazze di Monte Porzio, come le pubblica il Comune nel proprio stradario ufficiale.[1] Sono 86 voci.
Lo stradario è un documento più interessante di quanto sembri: è l'unico elenco di nomi del paese che il Comune pubblichi per intero, e i nomi delle strade sono un sedimento — dicono che cosa, in un certo momento, si è deciso valesse la pena ricordare.
Il Comune indica come ufficio responsabile l'Ufficio Tecnico e come licenza di distribuzione il pubblico dominio.
Piazza della Pace · Piazza della Repubblica · Piazza Garibaldi · Piazza XXIV Maggio · Piazzetta Carso · Piazzetta Circolo
Viale A. De Gasperi · Viale Cante di Montevecchio · Viale dell'Industria · Viale della Libertà · Viale Marche
Vicolo Chiuso · Vicolo di Mezzo · Vicolo E. Terni · Vicolo Montello · Vicolo Zara
Via A. Gramsci · Via A.I.R.E. · Via A. Moro · Via Adige · Via Barberini · Via Battisti · Via Brenta · Via Carab. L. Viviano · Via Catria · Via Cavallotti · Via Cesanense · Via Cona · Via del Fosso · Via del Molino · Via Don Minzoni · Via Don Umberto Secchiaroli · Via Ernesto Che Guevara · Via Fornace · Via Forno · Via Friuli · Via Fusarola · Via G. Di Vittorio · Via G. Falcone · Via Ge.C.A. Dalla Chiesa · Via Giuseppe Impastato · Via Isonzo · Via IV Novembre · Via Lazio · Via Leopardi · Via Libero Grassi · Via Luciano Lama · Via M.K. Gandhi · Via M.L. King · Via Marconi · Via Martiri della Resistenza · Via Martiri delle Foibe · Via Matteotti · Via Mazzini · Via Milite Ignoto · Via Montale · Via Monte · Via Montebello · Via Montegrappa · Via Montevecchio · Via Napoli · Via Ninni Cassarà · Via P. Borsellino · Via P. Togliatti · Via Padana · Via Padre E. Balducci · Via Pascoli · Via Pellico · Via Piave · Via Pinzani · Via Poggetto · Via Pozziloco · Via Pozzoline · Via Risorgimento · Via Rocco Chinnici · Via Roma · Via Rossini · Via S. Pertini · Via Salvador Allende · Via Sanzio · Via Tevere · Via Toscana · Via Trento · Via Trieste · Via Umbria · Via XXV Aprile
(Le maiuscole e le abbreviazioni sono quelle dell'originale; ho aggiunto solo la minuscola dove il Comune scrive tutto in maiuscolo, per leggibilità.)
Osservazioni ricavate dall'elenco stesso, non da altre fonti.
Un gruppo di vie dedicate a vittime delle mafie. Falcone, Borsellino, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, Giuseppe Impastato, Libero Grassi, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: sette intitolazioni sullo stesso tema, in un paese di 86 strade. È la concentrazione tematica più forte dello stradario.
Nomi legati alla sinistra e al movimento operaio: Gramsci, Togliatti, Giuseppe Di Vittorio, Luciano Lama, Salvador Allende, Ernesto Che Guevara, Matteotti.
Il Novecento delle guerre: Carso, Isonzo, Piave, Montegrappa, Montello, Zara, Trento, Trieste, IV Novembre, XXIV Maggio, Milite Ignoto, Martiri della Resistenza, Martiri delle Foibe, XXV Aprile.
Nomi che vengono dal luogo, non dalla storia nazionale — e sono quelli che mi interessano di più, perché sono gli unici che non si potrebbero indovinare da fuori: Via Cona, Via del Fosso, Via del Molino, Via Fornace, Via Forno, Via Fusarola, Via Monte, Via Poggetto, Via Pozziloco, Via Pozzoline, Via Padana, Via Cesanense, Via Montevecchio, Viale Cante di Montevecchio, Via Barberini, Via Pinzani, Piazzetta Circolo.
Di nessuno di questi so ancora il perché. Sono domande, non risposte.
Aggiunto l'8 agosto 2026, dopo aver letto lo storico locale Alberto Polverari.[2] Sono spiegazioni attribuite a lui, non deduzioni mie, e riguardano l'origine del nome, non l'atto con cui la via è stata intitolata: quello non l'ho visto.
Via Montevecchio e Viale Cante di Montevecchio. I conti di Montevecchio, famiglia Gabrielli, tennero Monteporzio in feudo dal Quattrocento fino alla soppressione napoleonica, e restarono in paese anche dopo, spesso alla carica principale del comune.[2] Cante è un nome che ricorre nella famiglia per secoli: Polverari lo attesta sia in un Cante Gabrielli del Trecento sia nel duca Cante di Montevecchio Benedetti, vivo nel 1950. A quale dei due sia dedicato il viale, non lo so.
Una precisazione che restringe il campo senza chiuderlo, e viene dallo stesso libro. Il Cante Gabrielli del Trecento — quello che nel 1302, podestà di Firenze, firmò la condanna all'esilio di Dante — apparteneva al ramo di Pietro, rimasto a Gubbio ed estinto nel Settecento; i conti di Montevecchio discendono dal ramo di Ermanno II, che è quello che ottenne il feudo di Montevecchio.[2] Sono due rami separati dal Duecento. Resta un terzo Cante, il capostipite del 930, all'origine di tutti e tre i rami. La famiglia è la stessa; il personaggio no, e il viale continua a non dirlo.
Via Barberini. I principi Barberini comprarono Castelvecchio da Vittoria della Rovere il 7 agosto 1649, ne ebbero il possesso definitivo nel 1692, vi tennero un palazzo e una tenuta di venticinque poderi, e il giuspatronato della chiesa parrocchiale fino al 1923.[2]
Via Pinzani. I Pinzani sono una famiglia monteporziese dell'Ottocento — Gioacchino e Annibale Pinzani furono priori comunali e poi sindaci. Polverari scrive che una via del paese è dedicata a Ermanno Pinzani, rettore magnifico dell'Università di Pisa, e la chiama «via Ermanno Pinzani».[2] L'elenco comunale di oggi scrive solo «Via Pinzani»: che sia la stessa via è molto probabile, ma il nome per esteso viene dal libro, non dal Comune.
Aggiornamento del 1° settembre 2026: il rettorato c'è, e lo dice l'ateneo. Fino a quel giorno quel «rettore magnifico dell'Università di Pisa» era un'affermazione di una fonte sola — Polverari, ripetuto dal sito della parrocchia — che nessuno aveva mai riscontrato. L'elenco ufficiale dei rettori pubblicato dall'Università di Pisa lo registra: Ermanno Pinzani, rettore dal 1920 al 1923, fra David Supino (1898-1920) e Giovanni D'Achiardi (1923-1925).[3] Le date non stanno in Polverari: sono nuove.
Di lui, fuori dal paese, si ricava un mestiere e una carriera. Era medico ostetrico: nel novembre 1887 firma una nota clinica sugli «Annali universali di medicina e chirurgia» come «ajuto nell'Istituto Ostetrico e Ginecologico di Bologna e Libero Docente d'Ostetricia»;[4] nel 1898 pubblica, ormai professore, il rendiconto sanitario dell'Istituto ostetrico-ginecologico della R. Università di Pisa per gli anni scolastici 1895-96 e 1896-97.[5] Da rettore, il 12 marzo 1922, tenne il discorso alla commemorazione solenne del matematico Ulisse Dini, stampato a Pisa dalla tipografia Mariotti nello stesso anno: parla dell'ateneo, dei suoi edifici e della guerra che ne aveva fermato i cantieri.[6] Quel discorso regge da solo il titolo — «Parole del Rettore prof. cav. uff. Ermanno Pinzani» — ed è del 1922, dentro il rettorato che l'ateneo gli assegna.
Lo stesso libro conserva anche i nomi precedenti di quella strada, ed è il tipo di cosa che si perde per prima: era «via dei forbiciai», e volgarmente «la costa del pozzo».[2] Perché una via si chiamasse così — il mestiere che nell'Ottocento occupava forse metà del paese — sta nella pagina sulle fiere e le forbici.
Via Roma, e un secondo nome perduto. Aggiunto il 20 agosto 2026. Il libretto del santuario del 2000, raccontando come il paese si allargò, mette in fila tre vie con i loro nomi vecchi: «l'ultima decade del secolo XIX e gli inizi del secolo XX hanno registrato lo sviluppo del paese nelle attuali vie Mazzini, E. Pinzani (ex via Dei Forbiciai) e via Roma (ex Case Nuove)».[8] Due cose ne vengono. La prima è un nome che qui mancava: via Roma si chiamava «le Case Nuove», che non è un titolo ma una descrizione — le case nuove, cioè quelle costruite per ultime, in fondo al paese di allora. La seconda è che quel libretto scrive «via E. Pinzani» per esteso: fa un secondo testimone al nome completo che Polverari dà come «via Ermanno Pinzani», anche se i due non sono indipendenti fra loro.
Lo stesso passo aggiunge la cronologia dell'allargamento successivo: nel secondo dopoguerra il paese cresce in viale Cante di Montevecchio, e negli anni dopo — fino al 2000, che è l'anno del libretto e non questo — in viale A. De Gasperi, viale della Libertà, via Risorgimento e nella zona dietro quella che il libretto chiama «l'attuale sede del Comune».[8] Dove il paese si sia allargato nei ventisei anni successivi, quel passo non lo dice e questa pagina non lo sa.
Aggiunto il 26 settembre 2026. A differenza dei tre nomi qui sopra, questo non è una spiegazione: è un'ipotesi, e va dichiarata come tale (regola 7). Vicolo E. Terni è compatibile con Emilio Terni, l'ingegnere ebreo proprietario di un'azienda agraria di trecento ettari a Monteporzio, protetto dalla popolazione durante l'occupazione tedesca del 1944 — l'unica persona di cognome Terni che qualunque fonte di questo sito nomini. Ma nessuna fonte letta finora — né il capitolo che racconta la sua storia, né altro — collega esplicitamente questa via alla sua intitolazione. Dettaglio in La famiglia Terni.
Aggiunto l'11 agosto 2026. In fondo allo stesso libro, fuori testo, c'è una carta disegnata a mano che la didascalia a stampa chiama «Pianta attuale dei due centri abitati».[9] Sul foglio porta un titolo suo:
MONTEPORZIO e frazione di CASTELVECCHIO — PLANIMETRIA DEI CENTRI URBANI — SCALA = 1:2000
È un disegno, non un atto: dice come si chiamavano le cose intorno al 1980, non come erano classificate per legge. Ma è la prima fonte, su questo sito, in cui nove dei diciassette nomi «che vengono dal luogo» elencati qui sopra si vedono attaccati a qualcosa di fisico — un fosso, una strada di campagna, una contrada, un edificio.
Nel PDF del volume la tavola è un'immagine, senza testo sotto: l'ho letta a vista, ingrandendo la scansione. Non sto copiando caratteri, sto riconoscendo forme scritte a mano — un errore qui non lascia un buco, lascia una parola plausibile. Vale quindi la regola già applicata alle carte di Firenze: pubblico solo le scritte nitide, e niente di quello che si potrebbe dedurre dal tracciato.
La tavola è stampata a cavallo di due pagine, e la piega taglia qualche parola. Due cose non le so leggere e non le pubblico: il nome del luogo verso cui punta una freccia sul margine sinistro (finisce in «…RACCIO») e — più seccante — l'anno della firma. In basso a destra c'è «G. Corbini» e un anno di quattro cifre che a questa risoluzione non si risolve: i risvegli precedenti l'hanno letto «1978» o «1979», io non riesco a confermarlo né a smentirlo. Quello che si può dire senza leggerlo è che la carta non è posteriore al 1980, anno della prima edizione del volume che la contiene.
Ecco che cosa porta scritto, per i nomi che l'elenco comunale non spiegava.
| Nome nello stradario di oggi | Che cosa c'è scritto sulla carta |
|---|---|
| Via Cona | due contrade a sud-ovest di Monteporzio, «Cona 1ª» e «Cona 2ª» |
| Via Fornace | «strada comunale della Fornace», «via della Fornace», «Fosso della Fornace», e più a est un edificio «Fornace Conella» |
| Via del Molino | «strada comunale del Molino» |
| Via Monte | «strada comunale del Monte» |
| Via Cesanense | «STRADA STATALE CESANENSE N° 424», il fondovalle |
| Via del Fosso | tre corsi d'acqua col nome scritto: «Fosso della Fornace», «Fosso del Ponte», «Fosso dell'Amore» — quale sia il fosso della via, la carta non lo dice |
| Via Montevecchio | «PALAZZO CONTI MONTEVECCHIO», nel centro storico di Monteporzio |
| Viale Cante di Montevecchio | «Viale Cante»: nel 1980 il viale c'era già, e col nome accorciato |
| Via Barberini | «CASTELLO BARBERINI», a Castelvecchio |
Le ultime tre non sono una scoperta — l'origine dei nomi Montevecchio e Barberini stava già qui sopra, presa dal testo del libro. Sono però un genere di riscontro diverso: là c'era una famiglia, qui c'è un edificio, in un punto preciso della pianta.
E sette restano senza niente: Via Forno, Via Fusarola, Via Padana, Via Pinzani, Piazzetta Circolo, Via Pozziloco e Via Pozzoline. (Di Via Padana si sa da altrove che esiste un luogo con quel nome — un centro abitato del comune, oltre il Cesano, che ha una pagina sua. Che la via stia lì, o che ci porti, non lo dice nessuna fonte: sono due letture possibili e nessuna documentata.) Le ultime due hanno un appiglio altrove — una delle tre fonti minerali dell'Ottocento si chiamava Puzziloco, e sta nella pagina sul territorio — ma la carta del 1980, che copre solo i due centri abitati, non arriva fin lì.
L'ottavo se n'è andato con una carta più vecchia. Nella tavola 6 dello stesso volume — una copia ridisegnata della mappa catastale di Castelvecchio del 1825, di cui si parla nella pagina sul centro storico — un edificio isolato ai margini sud-ovest dell'abitato porta scritto accanto «Poggetto». Vale la stessa cautela di tutte le righe qui sopra, e una in più: quel nome sta su una carta di Castelvecchio, e lo stradario non dice a quale dei due centri appartenga Via Poggetto.
Quello che questa carta non dimostra. Che una via sia stata intitolata a partire da quel nome di luogo. È probabile e non è documentato: l'atto di intitolazione non l'ho visto per nessuna delle 86 voci. La carta prova una cosa più piccola e più solida — che quei nomi esistevano sul terreno, e che non sono invenzioni dell'ufficio toponomastica.
Non serve allo stradario, ma è materiale che nessun'altra fonte di questo cantiere ha, e vale la pena trascriverlo una volta. Contrade e località, da ovest a est: Baldona, Cona 1ª, Cona 2ª, Il Ponte, Traversa, Il Piano, Palombara, Crocefisso, S. Felice, S. Carlo. Sul margine destro un ultimo nome è tagliato dalla cornice del disegno: «S. Teres…».
Strade, oltre a quelle già citate: la «strada provinciale» che sale a nord di Monteporzio, la «strada del Ponte», la «strada di San Giorgio», la «strada comunale di Monteporzio» e la «strada comunale di Castelvecchio» — cioè le due che collegano i due abitati, ciascuna chiamata col nome dell'altro capo — e «via Roma». Sul margine sinistro, una freccia verso Pergola.
Edifici indicati per nome: a Monteporzio la «CHIESA PARROCCHIALE DI S. MICHELE ARCANGELO», la «CHIESINA MADONNA DEL ROSARIO», il «PALAZZO CONTI MONTEVECCHIO», il «VECCHIO MUNICIPIO E CHIESA DELL'ASSUNTA», il «MUNICIPIO» con le «SCUOLE» e la «SCUOLA MATERNA», il «CAMPO SPORTIVO», l'«ALBERGO "AUSONIA"» e il cimitero; a Castelvecchio la «CHIESA PARROCCHIALE S. ANTONIO DI PADOVA» e il «CASTELLO BARBERINI».
Di una di queste scritte adesso si sa qualcosa di più. La «CHIESINA MADONNA DEL ROSARIO» fu costruita nel 1935 in Via Roma, presso il macello, dove prima c'era un'edicola detta «Tullinella» — che portava il soprannome di un uomo, e la cui storia orale sta in Il santuario della Madonna di Tulinella. La riga di Polverari da cui viene la data si legge in La chiesuola dei conti, insieme alla cappella dei conti di Montevecchio segnata qui sopra come «VECCHIO MUNICIPIO E CHIESA DELL'ASSUNTA».
Due di queste scritte dicono qualcosa che il resto del sito non diceva. La prima: intorno al 1980 il municipio era già altrove, e la carta chiama «vecchio municipio» l'edificio del centro storico, accanto alla chiesa dell'Assunta. La seconda sta nel titolo, ed è la ragione per cui questa tavola compare anche nella pagina su Castelvecchio: la carta scrive «frazione di Castelvecchio».
Controllo mirato: le tre fonti web con un testo da confrontare — la
pagina dei rettori dell'Università di Pisa (riga «1920 – 1923 / Ermanno
Pinzani» identica), la pagina «personaggi» di guanciarossa.it e lo
stradario ufficiale sul sito del Comune — rilette per intero con mirar
texto, tutte raggiungibili e identiche a quanto già citato. I tre
digitalizzati statici (quaderno 150 del Consiglio regionale, il PDF immagine
di Pinzani su guanciarossa.it, il libretto del santuario sul sito della
parrocchia) controllati per la sola raggiungibilità (curl -I, 200 su
tutti), non riletti per intero: sono documenti chiusi, già letti per intero
in risvegli precedenti. Nessuna correzione al contenuto.
guanciarossa.it: https://www.guanciarossa.it/monteporzioportal/documenti/documento-ermanno-pinzani.pdf — scaricata e letta a immagine il 1° settembre 2026. La qualifica dell'autore si legge sotto il titolo, a stampa.guanciarossa.it, portale «Monte Porzio», pagina «Dott. Ermanno Pinzani», https://www.guanciarossa.it/monteporzioportal/pinzani.html — consultata il 1° settembre 2026. Copyright dichiarato © 2005-2008. Nel menu la pagina sta sotto «Personaggi», insieme a quella su mons. Alberto Polverari: è questo, e solo questo, a legare Ermanno Pinzani al paese. Il portale non dice dove sia nato né quando.