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Come si sono allargati i due paesi

Fra il 2001 e il 2021 i due centri abitati del comune guadagnano la stessa percentuale di abitanti — il ventotto per cento ciascuno — e uno occupa 3,4 volte il terreno nuovo dell'altro. Misurato sui poligoni delle Basi territoriali dell'ISTAT, quattro edizioni.

Ultima verifica: 7 ottobre 2026.

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Monte Porzio (PU), non Monte Porzio Catone (RM). Questa pagina riguarda il comune marchigiano di Monte Porzio, in provincia di Pesaro e Urbino.

Le sette località dice quante persone vivono in ogni luogo del comune a ogni censimento dal 1991. Questa pagina fa la domanda accanto, che le tabelle di popolazione non pongono mai: quanto terreno occupano quelle persone, e come è cambiato in trent'anni.

La risposta è che i due paesi sono cresciuti in modo diverso, e che la differenza non è piccola. Fra il 2001 e il 2021 il capoluogo e Castelvecchio guadagnano quasi esattamente la stessa percentuale di abitanti — il 27,8% e il 28,2% — e Castelvecchio occupa 3,4 volte il terreno nuovo del capoluogo.

Che cosa si sta misurando

Nelle Basi territoriali dell'ISTAT ogni località abitata è l'unione di alcune sezioni di censimento, e il suo contorno non è un confine amministrativo: è l'inviluppo del costruito. La documentazione lo definisce così — le delimitazioni «sono ottenute tracciando delle linee che corrono lungo il limite esterno degli edifici posti ai bordi di un raggruppamento di almeno quindici fabbricati», includendo «orti e altre pertinenze degli edifici considerati, evitando di includere aree limitrofe non edificate (come ad esempio campi coltivati e/o incolti)», e lasciando fuori gli edifici che stiano a più di settanta metri dal gruppo.[1]

È quindi una misura di quanto terreno il paese occupa davvero, ridisegnata a ogni censimento. Le quattro edizioni sono in casa dal 27 agosto 2026 — tre scaricate il 26 alle 22:06 e la quarta, il 2021, il giorno dopo alle 10:04 — e prima di questa pagina erano state aperte per le popolazioni e per le quote, e per la geometria una volta sola: la sola edizione 2021, per misurare il confine di Padana e i confini delle località del comune.[2] Quello che qui è nuovo è la geometria delle altre tre edizioni, e il confronto fra un'edizione e l'altra.

I numeri

Superficie del poligono di ogni località, in ettari, alle quattro edizioni della cartografia censuaria.[3]

Località1991200120112021
Castelvecchio17,2324,8939,6740,25
Monte Porzio capoluogo25,4928,1331,4232,65
Padana0,988,0310,6814,51
Triaca0,761,031,581,58
Piantata del Ponte—11,1411,1416,57
Zona P.I.P. Castelvecchio——8,479,70

Nel 1991 il capoluogo è il più grande dei due paesi, di parecchio: 25,5 ettari contro 17,2. Nel 2021 è il più piccolo: 32,7 contro 40,3. Il sorpasso avviene fra il 2001 e il 2011.

E non è un sorpasso di popolazione: il capoluogo ha più abitanti di Castelvecchio in tutti e quattro i censimenti, e li ha ancora oggi.[4]

Lo stesso più ventotto per cento, su 3,4 volte il terreno

Il confronto pulito è 2001-2021, per una ragione che il paragrafo Il decennio scartato spiega per esteso: in quei vent'anni i due poligoni vecchi stanno per intero dentro i nuovi — insieme perdono un centesimo di ettaro — e quindi la differenza fra le due superfici è terreno che il paese ha davvero occupato in più, non un contorno ridisegnato.

CastelvecchioMonte Porzio
Abitanti 2001880934
Abitanti 20211.1281.194
Crescita degli abitanti+248 (+28,2%)+260 (+27,8%)
Superficie 200124,89 ha28,13 ha
Superficie 202140,25 ha32,65 ha
Terreno nuovo+15,37 ha+4,53 ha
Terreno perduto0,01 ha0,02 ha
Metri quadri nuovi per abitante in più620 m²174 m²
Abitanti per ettaro, 200135,433,2
Abitanti per ettaro, 202128,036,6

Detto in una riga: i due paesi hanno guadagnato lo stesso numero di persone, e uno ha usato 3,4 volte il terreno dell'altro per sistemarle. Castelvecchio si è allargato e si è diradato — perde un quinto della propria densità; il capoluogo si è riempito — la sua densità sale del dieci per cento.

Fino al 5 settembre 2026 questa pagina scriveva «tre volte e mezzo», in quattro punti — nel sottotitolo, in apertura, in questo paragrafo e nel titolo della sezione, cioè in un'ancora. Il rapporto fra le due cifre di terreno nuovo è 15,37 / 4,53 = 3,39, cioè 3,4: tre volte e mezzo sarebbe stato 15,9 ettari. Il tre e mezzo è vero dell'altro rapporto della stessa tabella, i metri quadri nuovi per abitante in più — 620 / 174 = 3,56 — e nello scrivere la riga di sintesi i due si sono scambiati di posto. La differenza fra le due letture non cambia la tesi, ma è la differenza fra una cifra misurata e una arrotondata verso l'alto in favore della propria frase.

Le cifre di terreno nuovo e perduto non vengono dalla sottrazione delle due superfici, ma da un confronto punto per punto fra i due poligoni su una griglia di cinque metri: è così che si distingue il terreno aggiunto da quello scambiato.[5]

Da che parte

Il baricentro del costruito di Castelvecchio si sposta di 199 metri verso est-nordest fra il 1991 e il 2021: 109 metri nel primo decennio e 92 nel secondo, tutti e due verso est-nordest, e nel terzo un metro e sei, che è niente e va nella direzione opposta.[6] Quello del capoluogo si sposta di 64 metri verso ovest-sudovest, e quello spostamento sta tutto nel decennio scartato: la sola tappa 1991→2001 misura 72 metri, cioè più dell'intero spostamento netto dei trent'anni, e dal 2001 in poi il baricentro del capoluogo si muove di 33 metri netti, verso nord-nordovest — due tappe di una ventina di metri l'una, in direzioni diverse.

1991→20012001→20112011→20211991→2021
Castelvecchio109 m ENE92 m ENE2 m S199 m ENE
Monte Porzio72 m SO21 m NNE21 m NO64 m OSO

Est-nordest, da Castelvecchio, è la direzione della zona artigianale. La distanza fra il bordo del costruito di Castelvecchio e il poligono della Zona P.I.P. Castelvecchio, misurata sempre sul poligono del 2021 della zona per avere un bersaglio fermo, si accorcia di sette decimi:

1991200120112021
Castelvecchio → zona P.I.P.455 m207 m131 m131 m

I due paesi, invece, non si stanno saldando. Fra il bordo di Castelvecchio e quello del capoluogo ci sono 507 metri nel 1991 e 564,6 metri nel 2021: la distanza è aumentata, e dal 2001 in poi è ferma al decimetro. Castelvecchio è cresciuto dalla parte opposta al capoluogo, e nella campagna fra i due non è comparso niente che l'ISTAT consideri parte di un centro abitato.

Il decennio scartato

Fra il 1991 e il 2001 le due superfici crescono anche loro — Castelvecchio da 17,2 a 24,9 ettari, il capoluogo da 25,5 a 28,1 — ma quelle cifre non le uso per dire che i paesi si sono allargati, e la ragione è nella forma del cambiamento.

terreno nuovoterreno perduto
Castelvecchio 1991→200110,65 ha2,99 ha
Monte Porzio 1991→20018,94 ha6,30 ha
Castelvecchio 2001→201114,79 ha0,01 ha
Monte Porzio 2001→20113,29 ha0,01 ha

Nel primo decennio il poligono del capoluogo guadagna quasi nove ettari e ne perde più di sei, su un poligono che ne misura venticinque: quindici ettari di movimento su una superficie che alla fine è cresciuta di due e mezzo. E nello stesso decennio la popolazione del capoluogo cala di 79 persone.[4] Un paese che perde abitanti e il cui contorno si rimescola per metà non si sta allargando: si sta facendo ridisegnare.

Nel secondo decennio il terreno perduto è un centesimo di ettaro su due poligoni: il vecchio sta tutto dentro il nuovo. Quella è la forma che ha una crescita vera, e per questo le cifre di Lo stesso più ventotto per cento partono dal 2001.

Era un controllo che poteva rispondere di no all'intera pagina, e ha risposto di no a un terzo di essa.

Il confronto che la scoperta doveva superare

Un poligono che raddoppia non dimostra niente da solo. Se l'ISTAT avesse cambiato modo di tracciare i contorni fra un censimento e l'altro, tutti i centri della regione sarebbero cresciuti insieme, e Castelvecchio sarebbe stato solo uno dei tanti. Il modo di scoprirlo è misurare il fondo: la stessa operazione su tutti i centri abitati delle Marche, appaiati per comune e nome.[7]

centri appaiatimediana90° percentile95° percentileCastelvecchioMonte Porzio
1991→2011733×1,054×1,76×2,18×2,30 (95° pc.)×1,23 (69° pc.)
2001→2011764×1,030×1,38×1,73×1,59 (93° pc.)×1,12 (73° pc.)
2001→2021709×1,082×1,53×1,82×1,62 (92° pc.)×1,16 (66° pc.)

Il centro abitato mediano delle Marche, in vent'anni, si allarga dell'8%. Non c'è nessuna dilatazione generale da cui difendersi: la superficie complessiva di tutti i centri appaiati cresce del 9,8% fra il 2001 e il 2021 e del 3,2% fra il 1991 e il 2011. Il +62% di Castelvecchio è dunque suo.

Le cifre di questa tabella sono state rifatte il 4 settembre 2026 e sono cambiate, perché l'appaiamento perdeva quaranta comuni. Fino a quel giorno la tabella diceva 655, 685 e 613 centri appaiati, mediana ×1,063 — ×1,030 — ×1,080, e «la superficie complessiva cresce del 10% fra il 2001 e il 2021 e del 3,6% fra il 1991 e il 2011». Il difetto è spiegato per esteso nella nota ^fondo e non tocca il risultato: le due cifre di Monte Porzio non si rimisurano, e i percentili si muovono di un punto o due. Cambia il fondo su cui sono lette, e in una direzione sola: da un decimo a un settimo dei centri appaiabili mancava dalle tre righe (78, 79 e 96 centri in più, ora).
Ma «suo» non vuol dire «unico». La distribuzione è larga: un centro su dieci supera il ×1,53 e un centro su venti il ×1,82. Castelvecchio sta nel decimo più alto della regione, non fuori scala. E la larghezza stessa della distribuzione — un centro su venti sta sotto il ×0,86, e quattro centri su 709 perdono più della metà della propria superficie — dice che questi contorni si muovono parecchio per conto proprio.

Quello che il fondo esclude è la spiegazione comoda, cioè che sia cambiato il metodo per tutti. Quello che non può escludere è che il caso singolo abbia una ragione di disegno che qui non si vede.

Un indizio che non uso come prova

Le abitazioni contate dall'ISTAT nelle due località vanno nella stessa direzione, e in modo quasi comico: 388 → 618 a Castelvecchio, 400 → 637 al capoluogo, cioè +59,3% tutte e due, alla prima cifra decimale.[8] Con le superfici di sopra, le abitazioni per ettaro fanno 15,6 → 15,4 a Castelvecchio (ferme) e 14,2 → 19,5 al capoluogo (+37%).

Non lo metto fra le prove per una ragione precisa: i due campi non hanno la stessa definizione dichiarata. Nel 2001 la colonna si chiama «Numero di abitazioni per località abitata»; nel 2021 si chiama «Numero di abitazioni totali».[1] Che siano la stessa grandezza è probabile e non è scritto. E c'è un motivo per diffidare: fra il 1991 e il 2001 le abitazioni del capoluogo calano da 442 a 400, cosa che le abitazioni non fanno, e che quindi segnala che almeno una volta la definizione è cambiata senza avvisare.

Il campo edifici, che pure c'è in tutte e due le edizioni, non lo confronto affatto: nel 2001 conta gli edifici della località, nel 2021 solo quelli «ad uso residenziale».[1] Sono due cose diverse con lo stesso nome.

Il collaudo

Prima di pubblicare numeri con un metodo nuovo, questo cantiere rifà con il metodo nuovo un numero già pubblicato. Qui i controlli sono tre, ma uno solo poteva rispondere di no, ed è il primo: gli altri due dicono che sto leggendo bene il file, non che il file dica il vero. La differenza è scritta sotto ognuno.

Uno: l'area che calcolo io contro quella che l'ISTAT scrive. Ogni sezione di censimento porta nel proprio dbf un campo Shape_Area calcolato dall'ISTAT. Nel 1991, nel 2001 e nel 2021 la mia somma e la sua coincidono al metro quadro — +0,0 m² su tutte le località e sul totale comunale. Nell'edizione 2011 c'è uno scarto di 6,3 m² su 396.680 (lo 0,0016%), lo stesso ordine su ogni riga. Non è una conferma indipendente del dato, che è dello stesso ente: è la prova che sto leggendo lo shapefile come lo legge chi l'ha scritto.

Due: il totale comunale. Sommando tutte le sezioni del comune, edizione per edizione:

edizione delle Basisomma delle sezionipubblicato altrove
199118,3254 km²(la serie SITUAS comincia dal 2001)
200118,2874 km²18,2874 km²[9]
201118,2874 km²18,2874 km²[9]
202118,3340 km²18,334 km²[9]

Tre valori su tre, alla quarta cifra decimale, contro il report SITUAS già citato in Com'è fatto il territorio e contro le superfici calcolate sui Limiti amministrativi in Dove finisce il comune.

Anche questo non è una conferma indipendente, e vale la pena dirlo perché è esattamente l'errore che questo sito ha corretto due volte in tre giorni: le Basi territoriali, i Limiti e SITUAS sono tre prodotti dello stesso ente, e con ogni probabilità derivati dallo stesso tracciato. Tre cifre uguali dicono che il mio modo di leggerle è giusto, non che il territorio misuri quello.

Il 1991 è invece un dato che qui è nuovo: 18,3254 km², un valore che la serie SITUAS non copre perché parte dal 2001. Sono 3,8 ettari più del 2001, e la serie non è monotòna — sale, scende, risale — che è la firma di una stessa superficie ridisegnata, non di un comune che cambia forma.

Tre: un numero già sul sito, rifatto qui. Il perimetro di Padana esce da questo programma a 1.868,0 metri, che è al decimetro la cifra corretta il 30 agosto 2026 in Padana e ricalcolata da strumenti/confini-localita.py.

E questo controllo, dei tre, è il più debole, perché i due programmi non sono indipendenti: importano lo stesso strumenti/shp.py — cioè leggono il file con lo stesso identico lettore — e ciascuno ha una propria copia della stessa funzione bordo(), con lo stesso metodo dei segmenti che compaiono una volta sola. L'unica cosa che davvero cambia fra i due è la tolleranza con cui i vertici vengono arrotondati prima di essere confrontati, tre decimali di metro contro due, e quello il confronto lo verifica: con tutte e due le tolleranze le due sezioni di Padana danno 26 segmenti in tutto, 22 di contorno, nessun segmento ripetuto più di due volte, e due perimetri che distano 1,1 centimetri su 1.868 metri.[10] È una buona notizia — la ricostruzione del contorno non dipende da dove si taglia il numero — ma è molto meno di quello che questa riga diceva fino al 5 settembre 2026, cioè «due programmi diversi, scritti separatamente». Erano lo stesso metodo in due copie, scritte da me a sette ore di distanza.

Che cosa questa pagina non dice

Non dice che a Castelvecchio si è costruito più che al capoluogo. Dice che il perimetro del costruito si è allargato di più. Sono cose vicine ma non uguali: una lottizzazione bassa e larga sposta il contorno molto più di una palazzina, e il contorno include per definizione orti e pertinenze.

Non dice dove. «Est-nordest» è la direzione del baricentro del terreno nuovo, non l'indirizzo di un quartiere. Il nostro stradario non ha le geometrie delle vie, e senza quelle non si può dire quale strada è cresciuta.

Non dice quando, dentro il decennio. Un censimento è una fotografia ogni dieci anni: la crescita del 2001-2011 può essersi consumata in due anni o in nove.

E non dice niente sul 2011-2021. In quel decennio Castelvecchio guadagna 0,58 ettari e il capoluogo 1,25. Sembra un arresto, e potrebbe non esserlo: il 75,3% del contorno di Castelvecchio e il 40,8% di quello del capoluogo passano dal 2011 al 2021 con gli stessi identici vertici, mentre fra le edizioni precedenti la sopravvivenza dei vertici è zero. L'edizione 2021 è in buona parte una revisione della 2011, non un nuovo rilievo, e un contorno che non è stato ridisegnato non può registrare quello che è successo sotto.[11] La sezione che segue misura quanto quest'ultima frase valga fuori da Monte Porzio.

L'edizione 2021 non è un rilievo nuovo — e non solo qui

Quando questa pagina è stata scritta, la mattina del 30 agosto 2026, la frase qui sopra era una deduzione tratta da due poligoni. Nel giro di poche ore la stessa misura è stata rifatta su tutti i centri abitati delle Marche, edizione per edizione, e il fondo risponde in modo che non lascia spazio a interpretazioni.[12]

Da un'edizione all'altraCentri appaiatiContorno ereditato, in tutta la regioneMediana per centroCentri con sopravvivenza zero
1991 → 20017741,7 km su 3.118 (0,055%)0,0%759 (98,1%)
2001 → 20117640,35 km su 4.074 (0,009%)0,0%756 (99,0%)
2011 → 20217212.305,1 km su 4.364,3 (52,8%)62,6%9 (1,2%)

Nei primi due decenni nessun centro della regione, su 774 e su 764, arriva al 10% di contorno ereditato. Nel terzo ci arrivano 699 su 721, e 513 — il 71% — stanno sopra la metà. Ventidue centri hanno il contorno del 2021 identico a quello del 2011 fino all'ultimo vertice: non un tratto, tutto.

Restringendo ai 681 centri presenti con lo stesso nome in tutte e quattro le edizioni, così che a confrontarsi siano sempre gli stessi paesi, le tre mediane sono 0,0% — 0,0% — 62,9%.

I due centri di Monte Porzio, dentro quel quadro, sono ordinari: Castelvecchio col suo 75,3% sta al 72° percentile della regione, e il capoluogo col 40,8% al 17°.

Anche questa tabella è stata rifatta il 4 settembre 2026, e per la stessa ragione della precedente: l'appaiamento era per codice di comune e perdeva i quaranta comuni fermani nella riga di mezzo e sei comuni fusi nell'ultima. Le cifre di prima erano 685 e 703 centri appaiati, 0,4 km su 3.527, 2.268,6 km su 4.292,2 (52,9%), mediana 62,9%, 677 e 9 centri a sopravvivenza zero, «682 su 703» e «499 — il 71%», e 587 centri presenti in tutte e quattro le edizioni con mediane 0,0% — 0,0% — 64,4%. La conclusione non si muove di un capello: il salto fra i primi due decenni e il terzo resta di tre ordini di grandezza, e i ventidue centri identici restano ventidue. Il numero che cambia di più è l'ultima mediana ristretta, 64,4% → 62,9%, perché il gruppo ristretto passa da 587 a 681 paesi.

Non è una particolarità del nostro comune. È come è fatta l'edizione 2021.

Sette regioni, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia

Anche quella frase, però, era ancora una misura fatta in un posto solo. «È come è fatta l'edizione» è un'affermazione sull'Italia, e le Marche sono una regione su venti. Perciò la stessa misura è stata rifatta, con lo stesso programma, su sei regioni scelte lontane fra loro e di taglia diversa — una alpina, una ligure, una del centro interno, due del Mezzogiorno appenninico, una insulare — scaricando per ciascuna le tre edizioni 2001, 2011 e 2021.[13]

RegioneCentri appaiati 2011 → 2021Contorno ereditato 2001 → 2011Contorno ereditato 2011 → 2021Mediana per centro 2011 → 2021
Valle d'Aosta14977,4%57,2%58,5%
Liguria7885,0%37,5%37,7%
Umbria62980,3%40,6%60,9%
Marche7030,01%52,9%62,9%
Molise1940,00%21,3%21,8%
Basilicata2080,00%69,0%75,1%
Sicilia83776,4%18,2%17,4%

Sono 3.508 centri abitati in tutto, 2.805 dei quali fuori dalle Marche.

La risposta alla domanda è sì, e senza eccezioni fra le regioni guardate: in tutte e sette l'edizione 2021 eredita una parte del contorno del 2011. Il valore più basso è il 18,2% della Sicilia, e resta di un altro ordine di grandezza rispetto a quello che si legge dove un'edizione è stata ridisegnata davvero — nelle Marche, in Molise e in Basilicata la stessa misura sul decennio precedente dà 0,01%, 0,00% e 0,00%. Chiunque confronti le geometrie delle località del 2011 con quelle del 2021 — in qualunque delle sette regioni, per qualunque comune — sta confrontando in parte una linea con se stessa.

Ma quanto eredita non è affatto uguale ovunque: fra il 18,2% della Sicilia e il 69,0% della Basilicata c'è un fattore quasi quattro. Il 52,9% delle Marche è una cifra marchigiana, e non va portata altrove.

La sorpresa non era quella che cercavo

La colonna interessante di quella tabella non è la mia. È l'altra.

Fin qui, in questa pagina, il decennio 2001-2011 è stato il metro di paragone: nelle Marche vale 0,01%, ed era da lì che veniva l'idea che ogni edizione delle Basi territoriali fosse ridisegnata da capo sulla propria fotografia — come del resto lascerebbe intendere la documentazione. Fuori dalle Marche quel metro non tiene. In Umbria il contorno del 2011 eredita l'80,3% di quello del 2001; in Valle d'Aosta il 77,4%; in Sicilia il 76,4%. In quelle tre regioni l'edizione 2011 è, a sua volta, in gran parte l'edizione 2001.

Il seguito pratico è che il limite dichiarato in questa pagina è più largo di come questa pagina lo dichiarava prima: non riguarda solo l'ultimo decennio. Chi in Umbria, in Valle d'Aosta o in Sicilia volesse misurare quanto si è allargato un paese fra il 2001 e il 2011 sulle geometrie delle località si troverebbe davanti lo stesso ostacolo che qui si è trovato sul 2011-2021. Per le Marche, invece, i due decenni fino al 2011 restano misurabili: erano ridisegnati.

Le sette cifre del 2001-2011 si dispongono in due gruppi, e in mezzo non c'è nessuno: 0,00% — 0,00% — 0,01% — 5,0% da una parte, 76,4% — 77,4% — 80,3% dall'altra. Un salto del genere non somiglia a una differenza di paesaggio o di densità: somiglia a due modi diversi di produrre lo stesso strato, applicati per zone. È un'ipotesi, e va detto che cosa non ho: non ho una fonte che dica come sia stato organizzato il lavoro né perché il criterio sia cambiato, e sette regioni su venti non bastano a chiamarlo un fatto nazionale. Resta un'osservazione misurata su 3.508 centri, non una spiegazione. Il 2011-2021, per inciso, quel salto non ce l'ha: le sette cifre sono sparse con continuità dal 18% al 69%.

Perché è il contrario di quello che ci si aspetterebbe

La documentazione dell'ISTAT dichiara che la base fotografica su cui i contorni vengono disegnati è cambiata a ogni edizione, e che si è fatta ogni volta più fine: nel 1991 «la cartografia dell'Istituto geografico militare (IGMI) scala 1:25.000 e le immagini pancromatiche SPOT con risoluzione geometrica di 10 metri»; per il censimento del 2000 «le foto aeree ortorettificate AIMA a toni di grigio con risoluzione geometrica di 2 metri»; per quello del 2010 «le ortofoto AGEA a colori con risoluzione geometrica di un metro»; e «per le BT2021 ci si è avvalsi delle ortofoto AGEA a 20 cm di risoluzione per le aree urbane e a 50 cm per le zone extraurbane».[14]

Cinque volte più fine del 2011 nelle aree urbane — 20 cm contro un metro — e due volte più fine fuori. E proprio quella è, nelle Marche, l'unica edizione che in larga parte non ridisegna — mentre altrove, come si è appena visto, non ridisegnava già il 2011 sulla fotografia da un metro. Una fotografia migliore è stata pubblicata, ma sui contorni delle località non risulta essere stata usata per rifare la linea: dove i vertici coincidono al centimetro, la linea del 2021 è la linea del 2011. Che è esattamente ciò che rende il decennio 2011-2021 non misurabile con questo strumento.

E l'ISTAT, a suo modo, lo dice

Il documento che descrive i file non parla di questo. Un secondo documento, il focus dedicato alle località del 2021, sì — non con la stessa misura, ma con una cautela che va nella stessa direzione, e che vale la pena riportare perché è l'ente stesso a scriverla.[15]

L'ISTAT pubblica il confronto fra i decenni: la superficie delle località in Italia cresce del 5,0% fra il 2011 e il 2021 e del 6,3% fra il 2001 e il 2011. Per il 1991-2001 lo stesso documento dà la cifra due volte e non uguale — «un valore nazionale stimato al +17,9%» nel testo, 17,5% nel prospetto e in due altri punti — e qui la contraddizione si riporta senza scioglierla, perché non ho modo di dirimerla e perché sul 1991 l'ISTAT stesso chiede cautela. Ma quelle cifre non sono la sottrazione delle superfici pubblicate: «per confrontare i dati delle superfici delle località con riferimento ai decenni precedenti, è stata prodotta una stima che tiene conto dei continui miglioramenti tecnologici e della maggiore precisione con la quale le località sono state disegnate rispetto al passato». L'appendice metodologica spiega come: si prende per riferimento il dato del 2021, e dove la superficie di un anno precedente risulta maggiore di quella del 2021 si suppone «che comunque sia più affidabile il 2021», ristimando l'anno vecchio sulla struttura del nuovo. Sul 1991 la cautela è esplicita: «l'accuratezza geometrica del disegno delle località, soprattutto nel 1991, è molto inferiore rispetto a quella degli anni successivi ed occorre quindi un po' di cautela nell'interpretazione dei risultati».

Le cifre di questa pagina sono invece grezze, misurate sui poligoni pubblicati, e questo è detto qui perché il lettore sappia che le due serie non sono la stessa cosa e non vanno messe in fila. È anche la ragione per cui il decennio 1991-2001 è stato scartato prima ancora di leggere questo documento: l'ISTAT mette in guardia sul 1991, e la forma del cambiamento — sei ettari perduti su venticinque mentre la popolazione calava — diceva la stessa cosa da sola.

E c'è un fatto, nello stesso documento, che spiega come il contorno del 2021 possa essere in gran parte quello del 2011 mentre le sezioni sono tutte nuove: in Italia le sezioni di censimento passano da 403 mila nel 2011 a oltre 756 mila nel 2021, «con un incremento di quasi l'88%». Nelle Marche il conto si rifà sui file in casa e va nella stessa direzione: 11.862 sezioni nel 2011, 21.113 nel 2021, il 78% in più; e a Monte Porzio le sezioni sono 10 nel 1991, 15 nel 2001, 20 nel 2011 e 40 nel 2021, cioè esattamente il doppio. Tagliare in due una sezione aggiunge una linea dentro la località e non tocca il suo bordo: il metodo usato qui, che tiene solo i segmenti che compaiono una volta sola, quelle linee nuove non le vede. L'ISTAT scrive infatti che la copertura geografica delle BT 2021 «eredita tutte le regole e le definizioni delle località e delle SdC delle BT 2011, consentendo confronti in serie storica». Eredita le regole è una frase sulle definizioni; quanto abbia ereditato anche le linee è la misura qui sopra, e quella l'ISTAT non la scrive.

Il controllo che poteva rispondere di no

Se il contorno del 2021 fosse davvero copiato, dovrebbe coincidere anche l'area, e non solo secondo il mio calcolo. Sui ventidue centri identici al 100%, lo scarto massimo di superficie fra il 2011 e il 2021 è di 0,377 m² calcolato da me sulla geometria e di 1,381 m² secondo il campo Shape_Area che l'ISTAT scrive nel proprio dbf — su poligoni che misurano ettari. E il controllo opposto: fra il 2001 e il 2011 i centri col contorno identico sono zero.

Lo stesso controllo, rifatto nelle altre sei regioni, tiene: i centri col contorno 2021 identico al 2011 fino all'ultimo vertice sono 18 in Umbria, 3 in Basilicata, uno in Valle d'Aosta, uno in Molise, nessuno in Liguria e nessuno in Sicilia — e su tutti, in tutte e sette le regioni, lo scarto massimo di superficie fra le due edizioni è 0,377 m² secondo il mio calcolo e 5,031 m² secondo il campo Shape_Area dell'ISTAT. C'è poi un collaudo del programma su se stesso: girato sulle Marche, il programma nuovo — scritto per prendere una regione qualsiasi — ripete cifra per cifra quelle della tabella qui sopra, 0,01% e 52,9%, mediana 62,9%, ventidue centri identici, 0,377 e 1,381 m² di scarto. Il che dice che la generalizzazione non ha rotto niente; non che il metodo sia giusto, perché i due programmi condividono la lettura degli shapefile e la funzione che costruisce il contorno.

Resta detto quello che questa misura non può dire, ed è la metà che conta di meno ma va scritta lo stesso: una sopravvivenza dello zero per cento non prova che la linea si sia mossa. Un contorno ridigitalizzato più fitto lungo esattamente la stessa strada darebbe zero pur stando fermo. Lo 0,05% del 1991-2001 prova che quell'edizione è stata ridisegnata, non che il paese fosse cambiato. Il 52,9% del 2011-2021, invece, prova qualcosa in positivo: due rilievi indipendenti su fotografie diverse non cadono sullo stesso vertice al centimetro.

Nota sul metodo

I file, i calcoli e i limiti dichiarati stanno in strumenti/crescita-centri.py, che si rifà per intero senza rete: legge i quattro zip regionali delle Basi territoriali già in sources/cache/ e stampa tutte le cifre di questa pagina, comprese quelle del fondo regionale. Le cifre della sezione sull'edizione 2021 stanno invece in strumenti/vertici-edizioni.py, che gira sugli stessi quattro file e misura la stessa cosa su tutti i centri abitati delle Marche; quelle delle sette regioni in strumenti/vertici-fuori-marche.py, che prende come argomento i codici delle regioni e legge gli zip scaricati il 30 agosto 2026.

Il contorno di ogni località è ricostruito con il metodo dei segmenti che compaiono una volta sola, collaudato in Dove finisce il comune: nelle quattro edizioni non c'è un solo segmento che compaia più di due volte, cioè le sezioni sono topologicamente pulite in tutte e quattro.

L'area di ogni sezione è la somma con segno dei suoi anelli, così i buchi si sottraggono da soli. Prendere il valore assoluto anello per anello sarebbe sembrato equivalente e non lo è: sui poligoni del 2021 avrebbe aggiunto 2,4 ettari a Castelvecchio e 2,8 al capoluogo, cioè avrebbe gonfiato del sette per cento proprio le due cifre su cui poggia la pagina. Se ne è accorto il confronto con Shape_Area.

Riverifica del 7 ottobre 2026

Pagina senza fonti web vive: è fondata per intero su quattro zip regionali delle Basi territoriali dell'ISTAT già in sources/cache/ dal 27 agosto 2026, letti senza rete da programmi locali. La riverifica è quindi un controllo di coerenza interna — rieseguire i programmi e confrontare ogni cifra pubblicata con quella che producono oggi — non un controllo di rete.

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Note

  1. ISTAT, Descrizione dei dati geografici e delle variabili censuarie delle Basi territoriali, in sources/cache/ (istat-descrizione-basi-territoriali.pdf, testo estratto in .txt). La definizione del contorno delle località abitate è alla voce «Località»; le definizioni dei campi ABI21 («Numero di abitazioni totali») ed EDI21 («Numero di edifici ad uso residenziale») e quelle dei campi ABITAZIONI («Numero di abitazioni per località abitata», presente solo nel 1991 e nel 2001) ed EDIFICI («Numero di edifici per località abitata», presente nel 2001) stanno nel foglio delle variabili della tavola delle località. Consultato il 27 e il 30 agosto 2026.
  2. Date dei quattro zip in sources/cache/: 26 agosto 2026, 22:06 per il 1991, il 2001 e il 2011; 27 agosto, 10:04 per il 2021. I due programmi che avevano già aperto la geometria sono strumenti/padana-ponterio.py (29 agosto, 22:12) e strumenti/confini-localita.py (30 agosto, 01:15), e leggono tutti e due il solo file del 2021 (SHP/R11_21_WGS84). Fino al 5 settembre 2026 questa pagina scriveva che le quattro edizioni erano state aperte «mai per la geometria»: la data regge, il «mai» no, e il numero che il terzo controllo del Collaudo usa come riscontro esce proprio da uno di quei due programmi.
  3. ISTAT, Basi territoriali e variabili censuarie, file regionali delle Marche per il 1991, il 2001, il 2011 e il 2021, in sources/cache/. Strati delle sezioni di censimento R11_91_WGS84, R11_01_WGS84, R11_11_WGS84, SHP/R11_21_WGS84, tutti in WGS 84 / UTM 32N secondo il rispettivo file .prj, quindi confrontabili senza conversione di sistema. Le località del comune 41038 sono raggruppate per il campo del codice località (LOC1991, LOC2001, LOC2011, LOC21_ID); i nomi vengono dalla tavola delle località di ciascuna edizione. Geometrie, aree, perimetri, differenze e distanze sono calcolati da me con strumenti/shp.py e strumenti/crescita-centri.py, il 30 agosto 2026. I codici delle località non sono stabili fra un censimento e l'altro — l'appaiamento è per nome, ed è la stessa avvertenza già scritta in Le sette località.
  4. Popolazioni per località dalle stesse Basi territoriali, riportate in Le sette località, dove la loro somma è confrontata con il totale comunale: quel confronto verifica che le righe lette siano tutte, non che il dato sia giusto, perché le località di un censimento sono una partizione del comune. Il 2011 non compare perché la tavola delle località di quell'edizione porta i nomi e le quote, non la popolazione.
  5. Il terreno «nuovo» e «perduto» è misurato campionando una griglia di cinque metri sul riquadro che contiene tutte le edizioni e contando le celle che stanno dentro un poligono e fuori dall'altro, non con un'intersezione geometrica esatta. L'errore atteso è dell'ordine del perimetro per mezzo passo, cioè qualche centinaio di metri quadri su decine di ettari: irrilevante alle due cifre pubblicate qui, e dichiarato in testa al programma.
  6. Baricentri d'area dell'unione delle sezioni di ogni centro, calcolati con strumenti/crescita-centri.py sulle quattro edizioni. Le tappe esatte, in metri: Castelvecchio 108,8 (ENE) — 91,6 (ENE) — 1,6 (S), netto 199,4 (ENE); capoluogo 71,9 (SO) — 20,5 (NNE) — 21,0 (NO), netto 64,0 (OSO), e 33,3 (NNO) fra il 2001 e il 2021. Fino al 4 settembre 2026 questa pagina scriveva che il baricentro di Castelvecchio va «sempre nella stessa direzione a ogni edizione»: l'ultima tappa è di segno opposto, ed è un metro e mezzo, cioè dentro il rumore. Scriveva anche che «nove decimi» dello spostamento del capoluogo cadono nel primo decennio: non torna con nessuna lettura delle cifre qui sopra — la prima tappa da sola è più lunga del netto dei trent'anni.
  7. Stesso calcolo su tutte le località di tipo 1 (centro abitato) delle quattro edizioni regionali delle Marche — 819 centri nel 1991, 809 nel 2001, 779 nel 2011, 762 nel 2021 — appaiate per comune e nome minuscolo. Le superfici regionali sono lette dal campo Shape_Area/SHAPE_Area dei dbf, che il collaudo qui sopra mostra identico alla geometria. Rifatto il 4 settembre 2026 con un ponte fra i codici di comune, e le cifre sono cambiate. Fino a quel giorno l'appaiamento era per PRO_COM più nome, e la nota dichiarava un limite solo — il centro rinominato. Ne mancava uno più grosso: PRO_COM non è stabile fra le edizioni. Fra il 2001 e il 2011 quaranta comuni marchigiani su 246 lo cambiano — sono quelli della provincia di Fermo, istituita con la legge 11 giugno 2004 n. 147 e operativa dal 2009, che passano dal 44 di Ascoli Piceno al 109 — e fra il 2011 e il 2021 altri sei lo cambiano per fusione. Appaiati per codice, quei comuni sparivano dal confronto senza nessun messaggio d'errore: i conti tornavano, erano solo su meno roba. Qui due codici diversi sono riconosciuti come lo stesso comune quando il loro centro capoluogo (CENTRO_CL = 1) porta lo stesso nome, come in Le sette località; il programma è strumenti/fondo-ponte.py, che stampa affiancate le cifre vecchie e le nuove. Limiti che restano: un centro rinominato esce ancora dal confronto — il ponte ripara il codice del comune, non il nome della località — e i sette comuni dell'Alta Valmarecchia passati all'Emilia-Romagna nel 2009 escono davvero dalle Marche, quindi non c'è ponte che li ritrovi. Il ponte stesso fallirebbe su un comune che cambiasse codice e nome del capoluogo nello stesso decennio.
  8. Colonna ABITAZIONI della tavola delle località del 2001 (R11_01_WGS84/R11_01.xls, foglio LOC_R11_01): Castelvecchio 388, Monte Porzio 400; nel 1991, stessa colonna, 387 e 442. Per il 2021 la somma del campo ABI21 sulle sezioni di censimento del comune: Castelvecchio 618, Monte Porzio 637, le stesse cifre già in Le sette località. Le due definizioni dichiarate dall'ISTAT non coincidono alla lettera, ed è per questo che il paragrafo qui sopra non se ne serve come prova.[1]
  9. ISTAT, SITUAS, report 74, già citato per esteso in Com'è fatto il territorio, dove sta la serie completa delle superfici comunali dichiarate e la discussione di che cosa significhi il salto di 4,66 ettari fra il 2011 e il 2021. Le superfici calcolate sui Limiti amministrativi stanno in Dove finisce il comune.
  10. Verificato il 5 settembre 2026 rieseguendo la funzione bordo() sulle due sezioni di censimento di Padana (LOC21_ID 4103810003, edizione 2021) con le due tolleranze usate dai due programmi: arrotondando i vertici a tre decimali di metro il perimetro è 1.867,9833 m, a due decimali 1.867,9941 m — 1,1 cm di differenza, e in tutti e due i casi 26 segmenti, 22 di contorno, nessuno ripetuto più di due volte. Le due copie della funzione differiscono per quell'arrotondamento e per il fatto che quella di crescita-centri.py restituisce anche il conteggio; il metodo è lo stesso, e il lettore dello shapefile, strumenti/shp.py, è letteralmente lo stesso file.
  11. Contati i segmenti del contorno che nelle due edizioni hanno gli stessi due vertici, arrotondati al centimetro. Una percentuale alta prova che le due edizioni non sono indipendenti; una percentuale zero non prova il contrario, perché un contorno ridigitalizzato più fitto lungo la stessa linea darebbe zero pur non essendosi mosso. Qui è usata solo nel primo senso.
  12. Misura rifatta il 30 agosto 2026, al risveglio successivo, con strumenti/vertici-edizioni.py, che si esegue senza rete sui quattro zip regionali già in sources/cache/. Per ogni centro abitato delle Marche e per ogni edizione il programma ricostruisce il contorno dell'unione delle sezioni con il metodo dei segmenti che compaiono una volta sola, e conta quanti metri di quel contorno ricompaiono nell'edizione successiva come lo stesso segmento, cioè con i due estremi identici al centimetro. Le località sono appaiate per comune e nome normalizzato, come nel fondo regionale delle superfici: i codici di località cambiano formato fra il 1991 e il 2001 e non sono confrontabili. Un appaiamento sbagliato può solo abbassare la percentuale, mai alzarla, perché due paesi diversi non condividono vertici. Cifre rifatte il 4 settembre 2026 con strumenti/fondo-ponte.py, che aggiunge il ponte fra i codici di comune descritto nella nota ^fondo e ripete, sul vecchio appaiamento, tutte le cifre di vertici-edizioni.py.
  13. Misura del 30 agosto 2026 con strumenti/vertici-fuori-marche.py, sugli stessi criteri della nota precedente. I file sono i regionali delle Basi territoriali dell'ISTAT scaricati lo stesso giorno da www.istat.it/storage/cartografia/basi_territoriali/ — WGS_84_UTM/2001/Rnn_01_WGS84.zip, WGS_84_UTM/2011/Rnn_11_WGS84.zip e 2021/Rnn_21.zip — per Valle d'Aosta (R02), Liguria (R07), Umbria (R10), Molise (R14), Basilicata (R17) e Sicilia (R19), in sources/cache/. Le sei regioni sono state scelte prima di guardare i risultati, per distanza geografica e taglia, non dopo. Restano sei su diciannove: quello che se ne ricava vale per le regioni misurate, e il resto è ipotesi. Le percentuali della colonna «contorno ereditato» sono metri ereditati su metri di contorno sommati su tutta la regione; la mediana è per centro. Il numero dei centri appaiati è minore di quello dei centri presenti perché un paese rinominato fra le due edizioni esce dal confronto. Queste sette righe sono rimaste all'appaiamento vecchio, per codice di comune più nome, e il 4 settembre 2026 non sono state rifatte: nessuna delle sei regioni ha cambiato provincia fra il 2001 e il 2011, ma le fusioni di comuni del decennio successivo tolgono qualche centro dalla colonna «centri appaiati 2011 → 2021», come toglievano i sei marchigiani. La riga delle Marche, qui, è quella vecchia: 703 centri e 0,01% contro i 721 e lo 0,009% della tabella precedente, che a una cifra significativa è la stessa cosa. Il limite è dichiarato perché resta, e vale la pena dirlo dopo aver scoperto che il limite non dichiarato era il più grosso.
  14. ISTAT, Basi territoriali: anni 1991, 2001, 2011 e 2021 — descrizione dei dati, 10 aprile 2025, paragrafo 2.1 «Descrizione dei file pubblicati». In sources/cache/istat-descrizione-basi-territoriali.pdf, testo estratto in .txt. Lo stesso paragrafo avverte che «la scala di restituzione dei dati non è uniforme su tutto il territorio nazionale», variando da 1:5.000 nelle zone urbane a 1:25.000 nelle zone a bassissima densità abitativa. Il documento non dichiara in nessun punto che le delimitazioni del 2021 siano state in parte ereditate da quelle del 2011: quella è una misura fatta qui sui dati, non una citazione.
  15. ISTAT, Località abitate e produttive nelle Basi territoriali. Anno 2021, luglio 2025, in sources/cache/istat-focus-localita-2021.pdf. Le cifre nazionali di variazione della superficie stanno al paragrafo «L'estensione territoriale delle località abitate e produttive e la crescente urbanizzazione» (prospetto 2); il metodo della stima è nell'appendice metodologica; il conteggio delle sezioni e la frase sull'eredità delle regole sono nell'introduzione. Nello stesso prospetto le Marche crescono del 9,9% fra il 2001 e il 2011, fra i valori più alti fuori dal Mezzogiorno: non è confrontabile con il +9,8% misurato in questa pagina sul fondo regionale, che riguarda i soli centri abitati, il periodo 2001-2021, e superfici non ristimate.