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Dove finisce il comune

Venticinque chilometri e settecentocinquantotto metri di confine, cinque comuni intorno, due terzi del perimetro con la provincia di Ancona. E due pezzi di Monte Porzio che stanno staccati dal resto, dentro il territorio di un altro comune.

Ultima verifica: 4 ottobre 2026.

Monte Porzio (PU), non Monte Porzio Catone (RM). Questa pagina riguarda il comune marchigiano in provincia di Pesaro e Urbino, codice ISTAT 041038, nella valle del Cesano. Il comune laziale con un nome quasi uguale sta nei Colli Albani, a circa 250 chilometri, e non c'entra nulla.

La pagina sul territorio si chiudeva con un elenco di cose che non riusciva a dire, e la prima era questa: con quali comuni confina Monte Porzio. Non era una domanda difficile — era una domanda senza fonte. I confini che comparivano sul sito erano quelli di un atto di investitura del 1428: il fiume Cesano, il Rio Maggiore, il rio San Michele, «la serra da Monte Cucco a San Giovanni».

Questa pagina risponde, e insieme chiude la seconda domanda rimasta aperta: le isole territoriali, che due fonti registravano e nessuna delle due provava.

Le misure che seguono vengono dalla cartografia dei confini amministrativi dell'ISTAT al 1° gennaio 2026.[1] È un dato primario e recente, ed è anche un dato quasi muto: dice il nome di ogni comune e il suo codice, e poi solo coordinate — nessuna frase, nessuna descrizione, nessun toponimo dentro il comune. Come si è fatto a farlo parlare, e come si è controllato che non mentisse, sta in fondo alla pagina.

Della stessa cartografia esistono più edizioni, dal 1991 a oggi: ne ho lette dieci, e più sotto sono messe tutte in fila. È il modo più semplice per distinguere quello che è del territorio da quello che è del disegno — e, quando qualcosa cambia davvero, per datarlo.

Il comune è in tre pezzi

Superficie totale18,3340 km²
Perimetro totale25.758 m
Numero di parti staccate3
Comuni confinanti5

Il corpo principale è uno solo, e non ha buchi dentro. Poi ci sono due pezzi separati, a nord-est, che non toccano il resto del comune in nessun punto:

ParteSuperficiePerimetroDistanza dal corpo principale
Corpo principale17,5019 km²17.527 m—
Isola vicina0,3780 km²3.457 m145 m
Isola lontana0,4541 km²4.774 m1.172 m

Le due isole distano fra loro 159 metri. Sono lontane dal centro del comune poco meno di quattro e poco meno di cinque chilometri, in direzione nord-est — verso il fiume e verso il mare.

La superficie calcolata sul poligono, 18,3340 km², è la stessa che l'ISTAT pubblica come 18,33 km² nel file delle altimetrie già citato in queste pagine. Non è una conferma indipendente — quel numero è ricavato da questa stessa cartografia — ma è la prova che il poligono è stato letto giusto.

I cinque vicini

Comune confinanteProvinciaConfine in comuneQuota del perimetro
TrecastelliAncona12.896 m50,1%
Terre RovereschePesaro e Urbino4.462 m17,3%
CorinaldoAncona4.261 m16,5%
San CostanzoPesaro e Urbino2.433 m9,4%
MondavioPesaro e Urbino1.705 m6,6%
Totale25.758 m100,0%

L'elenco è completo, e lo dimostra la somma. I cinque tratti messi insieme fanno 25.758 metri, cioè esattamente il perimetro del comune, a meno di un centesimo di metro. Non resta un solo metro di confine che tocchi qualcun altro: se ci fosse un sesto vicino, anche per pochi passi, quella somma non tornerebbe.

Da qui esce un fatto che nessuna delle fonti precedenti diceva: due terzi del confine di Monte Porzio — 17.157 metri, il 66,6% — sono con la provincia di Ancona, non con la propria. Il comune sta sul bordo della provincia di Pesaro e Urbino, e il suo vicino più lungo, Trecastelli, sta di là dal confine provinciale. Con lui corre poco più della metà del perimetro: 50,1%, cioè diciassette metri oltre la metà esatta.

Chi c'è dall'altra parte del confine

La tabella qui sopra dice con quali comuni confina Monte Porzio. Non dice con che cosa: un comune è un'entità amministrativa larga chilometri, e sapere che dodici chilometri e novecento metri di confine sono con Trecastelli non dice se di là ci sia un paese, un capannone o un campo di grano.

A questa seconda domanda risponde un altro file dell'ISTAT, le Basi territoriali, che divide ogni comune in sezioni di censimento e le raggruppa in località: centri abitati, nuclei, località produttive, case sparse. È pubblicato per regione, non per comune, e quindi contiene anche i vicini. La domanda gli è stata fatta una volta, il 29 agosto 2026, per la sola Padana; qui è girata su tutto il giro del confine.[2]

Il risultato in una riga: quasi tutto il confine di Monte Porzio dà su campagna aperta. Dei 17.527 metri del corpo principale, 16.397 — il 93,5% — hanno dall'altra parte case sparse. Solo due località con un nome toccano il corpo principale, e nessuna delle due è un paese:

Località di là dal confineComuneTipoAbitantiConfine col corpo principale
Zona Insediamenti ProduttiviTrecastellilocalità produttiva3771,6 m
MontecuccoTerre Rovereschenucleo abitato23358,5 m

L'ultima colonna misura il solo corpo principale, che è dove sta il 93,5% di sopra: le due isole hanno il loro perimetro tutto condiviso con Trecastelli, e una delle due tocca la prima di queste due località per altri 506,8 metri — più sotto.

Dall'altra parte, e in tutti e due i casi, c'è territorio di Monte Porzio senza abitato: le case sparse del comune. Cioè: nessun centro abitato di Monte Porzio tocca un centro abitato di un altro comune — con l'eccezione, unica e già raccontata, di Padana.

Abitato di Monte PorzioAbitato straniero più vicinoDistanza
Monte Porzio, 1.194 ab.San Filippo sul Cesano (Mondavio), 420 ab.1.815 m
Castelvecchio, 1.128 ab.Monterado (Trecastelli), 495 ab.1.795 m
Triaca, 21 ab.Monterado (Trecastelli), 495 ab.2.504 m
Padana, 51 ab.Ponte Rio (Trecastelli), 1.043 ab.0 m

Le tre località del corpo principale stanno fra un chilometro e otto e due chilometri e mezzo dal primo paese straniero. Padana sta a zero. Quello che il risveglio precedente aveva trovato per Padana non è la regola del confine: è l'unica eccezione che il confine abbia.

Il nucleo di Montecucco, e un confine del 1428

Dei due nomi, quello che pesa è Montecucco: un nucleo abitato di Terre Roveresche, 23 abitanti, 8 famiglie, 8 edifici, un ettaro e ottantasette, quota dichiarata dall'ISTAT 228 m. Sta appoggiato al confine di Monte Porzio per 358,5 metri, sul lato ovest.

Questo sito ha già incontrato quel nome, due volte. La prima: descrivendo l'atto di investitura del 24 ottobre 1428, Alberto Polverari elenca i quattro lati della concessione, e uno è «la "serra" ossia lo schienale delle colline da Monte Cucco a San Giovanni», che chiosa come il lato «al confine con San Giorgio e San Costanzo».[3] La seconda: fra le tre cime che lo stesso autore nomina intorno al paese c'è Monte Cucco, 231 m — e Il territorio si chiedeva, senza poter rispondere, se quelle cime stessero dentro o fuori dal comune.

Il tratto di confine su cui sta il nucleo di Montecucco, fino al 31 dicembre 2016, era il confine con San Giorgio di Pesaro — il comune che il documento del 1428 nomina. Le edizioni dei Limiti anteriori al 2017 sono in un altro sistema di coordinate e non si sovrappongono alle Basi senza correzione; la correzione è stata stimata facendo scivolare l'anello del 2016 su quello del 2026 finché il residuo non fosse minimo, e il residuo che resta è di due decimetri su 526 vertici. Con quella correzione i tredici segmenti del tratto di Montecucco cadono a 0,2-0,3 metri dal confine 2016 di San Giorgio di Pesaro e a 1.607 metri da quello di Orciano di Pesaro. La risposta non è in bilico: i due candidati distano fra loro un chilometro e mezzo.[2]

Che cosa questo dimostra, e che cosa no.

Dimostra che oggi esiste, appena fuori dal comune e attaccato al suo confine ovest, un luogo abitato che l'ISTAT chiama Montecucco, sul tratto che fino al 2016 era il confine con San Giorgio di Pesaro. Questo è misurato.

Non dimostra che sia il Monte Cucco del 1428, né la cima di 231 metri di Polverari. Il nome è comune in Italia e in queste colline; l'ISTAT dà la quota della località, 228 m, non quella della cima, e non dice dove sia il cocuzzolo. Che il nome, la quota a tre metri di distanza, il lato ovest e il confine con San Giorgio stiano tutti insieme rende l'identificazione molto probabile — non è la stessa cosa che una fonte che la dichiari.

Quello che si può dire in più è negativo, e vale: un luogo di quel nome, a quella quota, sta fuori dal comune. Fra le due spiegazioni che Il territorio proponeva per la contraddizione delle quote — o le cime di Polverari stanno fuori dal confine, o una delle due misure è sbagliata — questa è la prima volta che una carta dice qualcosa a favore della prima.

La zona industriale che sta nel buco

L'altra località, la Zona Insediamenti Produttivi di Trecastelli, è una località che l'ISTAT classifica come produttiva: 24,00 ettari a 54 metri di quota, con 3 residenti, giù nel fondovalle del Cesano. Che cosa ci sia costruito sopra il file non lo dice — la classe è quella delle aree produttive, non un inventario di capannoni. Tocca il corpo principale di Monte Porzio per 771,6 metri — ma la cosa che la rende interessante è un'altra: tocca anche l'isola minore di Piaggiolino, per 506,8 metri, per un totale di 1.278,4 metri di contatto con il comune.

L'isola minore dista dal corpo principale del comune 144,7 metri: è il più stretto dei tre stacchi (l'isola maggiore ne dista 1.171,6, e le due isole fra loro 158,8). E la zona produttiva di Trecastelli tocca l'una e l'altro, cioè sta in mezzo a quei 144,7 metri — che tutta la striscia sia sua non l'ho misurato. Il pezzo di Monte Porzio più vicino a tornare attaccato al proprio comune è separato dall'area produttiva di un altro comune.

Le due isole si chiamano Piaggiolino

Le due parti staccate stanno dentro il territorio di Trecastelli, e non a metà: il 100% del perimetro di ciascuna delle due confina con Trecastelli e con nessun altro. Sono, alla lettera, circondate.

La prova più netta viene dall'altro lato del confine. Il poligono di Trecastelli non è pieno: ha due buchi, di 0,3780 km² e 0,4541 km². Sono gli stessi identici anelli — 46 vertici e 80 vertici, tutti nella stessa posizione — delle due isole di Monte Porzio. Il file dice la stessa cosa due volte, guardandola da una parte e dall'altra.

Le isole hanno anche un nome, e viene da un altro strato della stessa cartografia. L'ISTAT, nell'edizione del 2013, pubblicava un livello a parte intitolato «isole amministrative»: 452 in tutta Italia, ciascuna con il comune di appartenenza, un numero d'ordine e un nome. La numero 206 è di Monte Porzio, porta nel campo dell'altitudine la scrittura «40/56», e si chiama Piaggiolino.[4]

Questa pagina ha letto quel «40/56» in due modi sbagliati, dal 9 agosto 2026 al 29. Diceva che l'isola «sta fra i 40 e i 56 metri di quota», cioè leggeva la barra come un intervallo; e aggiungeva che quelle quote «si accordano» con i «30-40 metri sul fondo valle» che Com'è fatto il territorio dà al secondo ordine di terrazzi fluviali. Nessuna delle due cose regge.

La seconda è l'errore più grosso, ed è di unità di misura. I quattro ordini di terrazzi di Polverari sono misurati sul fondovalle — 5-8 m il quarto, 15-20 m il terzo, 30-40 m il secondo, 45-60 m il primo: sono altezze relative. Il «40/56» dell'ISTAT è un'altitudine sul livello del mare. Due numeri che misurano cose diverse non possono accordarsi, e qui l'accordo era solo un'illusione di cifre — i due intervalli si toccano sul 40. Anzi: se si volesse davvero accostarli, il primo ordine (45-60 m) somiglierebbe al 40-56 molto più del secondo.

E si può dire di più, restando dentro questo sito. La quota minima dell'intero comune è 34 m s.l.m. Perché l'isola stesse 30-40 metri sopra un fondovalle, quel fondovalle dovrebbe stare fra 0 e 26 metri sul livello del mare: sotto il punto più basso del comune. Non ci sta.

Quanto a Polverari, la sua tabella non dice che il terrazzo sia l'isola: dice «verso Piaggiolino e Ponte Nuovo», cioè dà una direzione, non un luogo. Questa pagina l'aveva trasformata in una coincidenza di quote.

Che cosa sia davvero quel «40/56» è scritto più sotto, ed è una cosa che il 9 agosto non si poteva sapere: le due isole sono abitate, e il 40 è la quota pubblicata della località che sta dentro quella maggiore.

Piaggiolino non è un nome nuovo su questo sito. Compare nel quaderno di Polverari parecchie volte, come un luogo con una storia propria: un convento venduto nel 1291, una chiesa intitolata a San Lorenzo, terre citate in atti del Duecento.[3]

C'è anche un filo che potrebbe spiegare le isole, e va detto per quello che è — un filo, non una spiegazione. Polverari, arrivato alle isole territoriali, scrive che solo uno studio dei passaggi di proprietà, per lui impossibile «per la ristrettezza di spazio», potrebbe chiarire «tali singolari confini». Altrove nel libro, descrivendo le divisioni fra i signori del luogo, Piaggiolino non viaggia da solo: a Ramberto «tocca Castelvecchio con Piaggiolino e Pian della Stacciola», e più avanti i tre nomi ricorrono di nuovo insieme.[3] Cioè il pezzo staccato apparteneva, nei passaggi di proprietà, allo stesso gruppo di Castelvecchio. È esattamente il tipo di studio che Polverari diceva di non poter fare, e non l'ho fatto neanch'io: qui è segnato come pista, non come causa. Lo stesso Polverari, in nota, avverte «di non precisare troppo senza il richiamo diretto dei documenti per evitare errori».

Un comune in due pezzi non è una stranezza di qui

Vale la pena dirlo, perché un pezzo di territorio staccato sembra sempre un caso unico finché non se ne guarda un altro. Mondavio, che è uno dei cinque vicini, è a sua volta in due pezzi. Il corpo principale misura 25,0415 km²; il pezzo staccato ne misura 4,5938 — cinque volte e mezzo le due isole di Monte Porzio messe insieme — e sta a 2.687 metri dal corpo principale, misurati fra i due punti che si avvicinano di più. Non tocca Monte Porzio: il suo contorno confina per il 66,7% con Terre Roveresche e per il 33,3% con Colli al Metauro.

Anche questa è una mia misura sui vertici del file, come tutte le cifre di questa pagina, e ha i suoi controlli. La somma dei due pezzi torna al metro quadro con la superficie che il file stesso dichiara nel campo SHAPE_AREA, in tutte le edizioni che quel campo ce l'hanno. La somma dei confini condivisi fa il perimetro esatto — a 0,00 m — separatamente per l'uno e per l'altro pezzo. E i due pezzi non hanno nessun vertice e nessun lato in comune: è un controllo che poteva rispondere di no, perché due poligoni disegnati a parte possono benissimo essere attaccati lungo un lato, e in quel caso il comune sarebbe intero e diviso solo sulla carta.

I due pezzi ci sono in tutte e dieci le edizioni, dal 1991 al 2026, con la stessa area a meno del centesimo di km² e la stessa distanza di 2.687 metri. Come per Piaggiolino, la cartografia non spiega niente: dice solo che è così da prima che questo confine venisse disegnato su un calcolatore.

Dentro quel pezzo, però, ci abita gente, e un luogo ha un nome. Le stesse Basi territoriali con cui questa pagina ha nominato Montecucco di là dal confine rispondono anche qui: le sezioni di censimento di Mondavio che cadono dentro l'anello staccato sono tre, e al censimento del 2021 vi risultano 65 residenti — 48 in case sparse e 17 in un nucleo abitato che l'ISTAT chiama Cavallara, quota 230 m, quattro famiglie e dodici edifici.[5]

Fino al 4 settembre 2026 questa pagina chiudeva così: «Come si chiami quel pezzo di Mondavio non lo so, e per lo stesso motivo per cui non so dove sia Monte Bonello: manca una carta con i toponimi».

La carta con i toponimi non mancava: è quella che questa stessa pagina usa quattrocento righe più su per dire che di là dal confine ovest c'è un nucleo di nome Montecucco. Vale per le località, non per i rilievi — e Monte Bonello è un rilievo, quindi per lui la frase resta vera. Non lo era per Mondavio, e non avevo provato.

Che cosa il nome dimostra, e che cosa no. Cavallara è il nome che l'ISTAT dà a un nucleo abitato dentro l'esclave, non all'esclave. Che il pezzo di territorio si chiami così — come Piaggiolino dà il nome alle due isole di Monte Porzio, e lì a dirlo è uno strato apposta — questo file non lo dice. È il primo nome attaccato a quel pezzo di carta, non ancora il suo nome.

Che cosa si chiude, e che cosa no

Le due fonti che la pagina sul territorio non era riuscita a verificare adesso stanno una accanto all'altra:

Il territorio è lo stesso, i vicini si chiamano diversamente

Nel 2013 il giro dei confinanti di Monte Porzio era diverso — sei comuni invece di cinque, e tre di quei nomi oggi non esistono più.[7] Ma la cosa che si vede mettendo i due file uno sopra l'altro è che il confine non si è spostato:

Confine di Monte Porzio20132026
Mondavio1.705 m1.705 m
San Costanzo2.433 m2.433 m
Corinaldo4.261 m4.261 m
Orciano di Pesaro2.172 m(non esiste più)
San Giorgio di Pesaro2.290 m(non esiste più)
Terre Roveresche(non esiste ancora)4.462 m
Monterado12.617 m(non esiste più)
Trecastelli(non esiste ancora)12.896 m

Tre righe sono identiche al metro. E le due che sembrano cambiare, non cambiano: 2.172 + 2.290 = 4.462, cioè il tratto di Terre Roveresche è esattamente la somma dei tratti che erano di Orciano di Pesaro e di San Giorgio di Pesaro. Il perimetro del corpo principale è lo stesso nei due file, 17.527 metri.

La stessa linea di confine, nella stessa posizione, con un nome diverso dalle due parti. Il territorio attorno a Monte Porzio non è stato ridisegnato; è stato rinominato.

Con dieci edizioni in mano si può anche stringere quando i due nomi nuovi entrano nella carta. Trecastelli non c'è nell'edizione 2013 e c'è in quella 2014; Terre Roveresche non c'è in quella 2016 e c'è in quella 2017. In tutte e due le occasioni i tratti di confine restano identici all'edizione precedente — cambia il nome, non la linea. Quanto stretto sia quel «quando» dipende però da che data porta ciascuna edizione, e non è la data che il nome del file lascia credere: la questione è misurata in I vicini che hanno cambiato nome, e la risposta è che il 2017 è al 1° gennaio come dichiara, il 2014 no.

Le leggi che hanno cambiato quei nomi — le tre fusioni di comuni fra il 2014 e il 2017, chi le chiese, come si votò e la regola con cui si contarono quei voti — stanno dal 28 agosto 2026 in una pagina loro: I vicini che hanno cambiato nome. Qui resta il confine, che quelle leggi non hanno spostato.

Dieci edizioni, dal 1991 a oggi

L'ISTAT ha ridisegnato questa cartografia molte volte, e tiene un archivio delle versioni passate. Ho letto dieci edizioni in versione non generalizzata — cioè al massimo dettaglio, senza semplificazioni del contorno — dal 1991 al 2026.[8][9][10] Sono dieci disegni successivi dello stesso confine, e messi in fila dicono cose che nessuno di loro dice da solo.

Le edizioni non sono tutte datate al 1° gennaio dell'anno indicato, e per un mese qui c'era scritto di sì. Quelle della serie corrente sì, e lo dichiarano nel nome — Limiti01012017, Limiti01012026. Quelle dell'archivio storico portano solo l'anno, Limiti_2014_ED50, e misurate sul contenuto risultano più tarde: l'edizione 2014 ha già dentro un passaggio di territorio del 18 luglio 2014, l'edizione 2016 è del secondo semestre. La misura, con il metodo e i suoi limiti, sta in I vicini che hanno cambiato nome. Per le cifre di questa tabella cambia poco — le tre edizioni storiche danno le stesse superfici al metro quadro, e quindi in quel periodo qui non si muove niente comunque si datino — ma cambia per chi volesse usarle come orologio.

EdizioneSuperficieCorpo principaleIsola sud-ovestIsola nord-estVicini
199118,3257 km²17,5400 km²0,3959 km²0,3899 km²6
200118,2877 km²17,5019 km²0,3959 km²0,3899 km²6
201318,2877 km²17,5019 km²0,3959 km²0,3899 km²6
201418,2877 km²17,5019 km²0,3959 km²0,3899 km²6
201618,2877 km²17,5019 km²0,3959 km²0,3899 km²6
201718,2874 km²17,5016 km²0,3959 km²0,3899 km²5
201918,2874 km²17,5016 km²0,3959 km²0,3899 km²5
202118,2874 km²17,5016 km²0,3959 km²0,3899 km²5
202218,3340 km²17,5019 km²0,3780 km²0,4541 km²5
202618,3340 km²17,5019 km²0,3780 km²0,4541 km²5

Il comune è in tre pezzi in tutte e dieci le edizioni, e in nessuna il poligono di Monte Porzio ha buchi dentro. Le due isole non sono un accidente della cartografia recente né un residuo di un disegno vecchio poi corretto: ci sono in tutte, sempre nello stesso posto e sempre circondate al 100% dal comune di là dal confine provinciale — Monterado fino all'edizione 2013, Trecastelli da quella del 2014 in poi.

Il numero dei vicini scende da sei a cinque fra il 2016 e il 2017, e non perché il confine si muova: sono Orciano di Pesaro e San Giorgio di Pesaro che diventano Terre Roveresche. Le leggi che hanno cambiato quei nomi stanno in I vicini che hanno cambiato nome.

Due di queste dieci righe le pubblica anche l'ISTAT, e coincidono

I numeri di questa tabella sono miei: li ho calcolati sui poligoni, e fin qui nessuno li aveva confermati dal di fuori. Adesso sì, per due valori. Lo stesso ISTAT, in un prodotto diverso — il report «Comuni - Dimensione» del sistema SITUAS, che non distribuisce cartografia ma restituisce un campo AREA_KMQ a una data —, dà per Monte Porzio 18,2874 km² al 21 ottobre 2001 e al 9 ottobre 2011, e 18,334 km² al 31 dicembre 2021 e al 17 agosto 2026. Quelle cifre stanno in Com'è fatto il territorio dal 17 agosto 2026; il confronto con questa tabella è del 29 agosto.

Combaciano alla quarta cifra decimale con le righe qui sopra — 18,2874 con le edizioni 2017-2021, 18,3340 con quelle 2022 e 2026 — e la data del 31 dicembre 2021 corrisponde all'edizione datata al 1° gennaio 2022, che è lo stesso istante. Non è l'ISTAT che conferma l'ISTAT — è lo stesso ente da tutt'e due le parti, e non prova niente sul dato. È il conto geometrico di questa pagina che regge il confronto con una cifra pubblicata: due strade diverse, meno di cento metri quadrati di scarto su diciotto milioni.

Due avvertenze, e sono quelle che rendono utile il confronto invece che decorativo. La prima: la serie del report non ha le edizioni ED 1950. Per il 2001 l'ISTAT pubblica 18,2874, mentre il poligono dell'edizione 2001 — nel sistema in cui l'ISTAT stesso lo distribuiva — dà 18,2877. Sono i soliti 300 metri quadrati del cambio di sistema di riferimento, gli stessi che si vedono qui fra il 2016 e il 2017: la serie pubblicata è calcolata in un sistema solo, quello moderno, anche per le date vecchie.[10] La seconda: il report dà un numero per il comune intero e non lo scompone. I 4,66 ettari che l'ISTAT fa comparire fra il 2011 e il 2021 sono, in questa tabella, il corpo principale fermo a 300 metri quadrati, l'isola a sud-ovest che cala di 1,79 ettari e quella a nord-est che cresce di 6,42. Chi guarda solo la cifra ufficiale vede un comune che si allarga; chi guarda i tre pezzi vede due enclave ridisegnate in senso contrario e un comune che sta dov'era.

Il «viceversa» di Polverari non c'è nemmeno nel 1991

Polverari scriveva di «isole territoriali di Castelvecchio nel territorio di Monterado e viceversa».[3] La pagina, fin qui, poteva dire solo che nel 2013 le isole nell'altro senso non c'erano. Adesso si può risalire di trentacinque anni: in tutte e dieci le edizioni, dal 1991 al 2026, il poligono del comune che sta di là dal confine — Monterado fino al 2013, Trecastelli dal 2014 — è di un pezzo solo, e i suoi unici due buchi sono esattamente le due isole di Monte Porzio, stessi anelli vertice per vertice. Non c'è nessun pezzo di Monterado dentro Monte Porzio, in nessun disegno.

Resta un limite che è bene dire subito: la cartografia comincia nel 1991, e Polverari scriveva nel 1980, su fonti molto più antiche. Dieci edizioni che dicono di no a partire dal 1991 non dimostrano che quelle isole non siano mai esistite: dimostrano che, se sono esistite, erano già sparite prima del primo disegno che possediamo. Per andare più indietro serve un'altra fonte — il catasto, non la statistica.

Il 1991 è l'edizione diversa, e la differenza è tutta nel corpo principale

Il 1991 dà al corpo principale 3,8 ettari in più di tutte le altre nove e un perimetro più corto di una trentina di metri (17.497 m contro i 17.527 delle otto edizioni dal 2013 in poi, e i 17.529 del 2001). Dal 2001 in poi il corpo principale non si muove quasi più: fra la più piccola e la più grande delle nove misure successive ballano 366 metri quadri su diciassette milioni e mezzo, cioè due parti su centomila.

Anche i vicini si spostano di qualche metro fra il 1991 e il 2001, e poi si fermano:

Confine di Monte Porzio19912001201320212026
Monterado → Trecastelli12.618 m12.618 m12.617 m12.617 m12.896 m
Corinaldo4.260 m4.261 m4.261 m4.261 m4.261 m
San Costanzo2.434 m2.433 m2.433 m2.433 m2.433 m
Orciano di Pesaro2.147 m2.172 m2.172 m(nel totale sotto)(nel totale sotto)
San Giorgio di Pesaro2.298 m2.290 m2.290 m(nel totale sotto)(nel totale sotto)
Terre Roveresche———4.462 m4.462 m
Mondavio1.691 m1.707 m[11]1.705 m1.705 m1.705 m

Dal 2001 in poi ogni riga è ferma al metro, salvo quella di Monterado, che cambia una volta sola — nel 2026 rispetto al 2021 — perché cambiano le isole.

Le isole cambiano una volta sola, e la data è quella dell'edizione

Con quattro edizioni si vedeva una differenza fra la più recente e le altre. Con dieci, quella differenza ha una data.

Le due isole misurano 0,3959 e 0,3899 km² in otto edizioni di fila, dal 1991 al 2021: trent'anni di disegni identici a meno di qualche decina di metri quadri. Nell'edizione al 1° gennaio 2022 misurano 0,3780 e 0,4541. E da lì non si muovono più: gli anelli del 2022 e quelli del 2026 sono gli stessi vertici, uno per uno, per tutti e tre i pezzi del comune.

Il cambiamento compare quindi una volta sola in dieci edizioni, e fra due edizioni consecutive: quella al 1° gennaio 2021 e quella al 1° gennaio 2022. Che sia stato fatto in quell'anno solare è un'altra affermazione, e più debole — un'edizione data il giorno in cui l'ISTAT pubblica un disegno, non quello in cui lo disegna, e i due possono stare lontani anni. La misura di quella distanza, su un caso in cui si può fare, sta in fondo a questa sezione.

Non è stata la fusione. Era l'ipotesi più naturale, ed è sbagliata. Trecastelli nasce nel 2014, e l'edizione 2014 — la prima in cui il vicino si chiama Trecastelli invece di Monterado — ha le due isole identiche al metro quadro a quella del 2013, e con lo stesso numero di vertici. Il nome cambia, il disegno no. Il disegno cambia otto anni dopo, e in quell'anno non cambia nessun nome.

E adesso non è più solo un'osservazione sulla carta: la legge che istituisce Trecastelli dice che il suo territorio è costituito dai territori «già appartenenti» ai tre comuni fusi.[12] Monte Porzio non è uno dei tre, e una fusione fra vicini non tocca il territorio di chi resta fuori.

Nel 2022 è stato ritoccato tutto il contorno, ma solo sulle isole la linea si è mossa

Fra il 2021 e il 2022 il corpo principale passa da 385 a 525 vertici: 140 punti in più a descrivere la stessa linea. Che sia la stessa linea si vede dal fatto che, con tutti quei punti in più, la sua superficie cambia di 366 metri quadri su diciassette milioni e mezzo — lo 0,002% — e il suo perimetro di venticinque centimetri su 17,5 chilometri.

Sulle isole no. Lì i vertici passano da 45 a 46 e da 55 a 80, e la superficie delle due messe insieme cambia del 6%: la prima perde 1,8 ettari, la seconda ne guadagna 6,4, in tutto 4,6 ettari in più per il comune. Quindi il 2022 non è un intervento mirato sulle isole in mezzo a una carta ferma: è una revisione di tutto il contorno, in cui però la linea si è spostata solo sulle isole.

Quello che Monte Porzio guadagna, Trecastelli lo perde

Le due isole stanno dentro Trecastelli, e nel file sono anche i due buchi del poligono di Trecastelli — in tutte e dieci le edizioni, vertice per vertice. Il che permette un controllo che poteva fallire e che vale la pena scrivere per esteso, perché è il più forte di questa pagina:

Fra il 2021 e il 2022
Le isole di Monte Porzio guadagnano+46.241,2 m²
Trecastelli perde−46.242,6 m²
Somma−1,4 m²

Un metro quadro e quattro decimi di scarto su quarantaseimila: sono i due poligoni che si muovono insieme, come devono fare due comuni confinanti in una carta ben fatta. Se le due cifre non si fossero annullate, avrei dovuto concludere che l'ISTAT ha ridisegnato le isole senza ridisegnare il comune che le contiene — cioè che il file del 2022 ha un buco o una sovrapposizione.

E nell'elenco ISTAT delle variazioni territoriali non c'è niente

Se fra il 2021 e il 2022 quarantasei mila metri quadri fossero passati davvero da un comune all'altro, ci sarebbe un atto, e l'atto sarebbe registrato. L'ISTAT tiene il conto delle variazioni amministrative e territoriali dei comuni, per tipo e per regione.[13] Nelle Marche, negli anni 2021-2025:

Tipo di variazioneMarche, 2021-2025
Acquisizione di territorio0
Cessione di territorio0
Cambio di appartenenza di regione2

Lo zero conta solo se lo stesso conteggio sa dire di sì, e qui lo dice tre volte: nelle stesse tavole le Marche hanno due comuni che cambiano regione nel 2021-2025, e nel decennio precedente (2011-2020) hanno una acquisizione e una cessione di territorio. La casella non è vuota per costruzione.

Quindi nel registro che conta gli spostamenti di territorio, qui non c'è niente da contare, e la spiegazione che resta in piedi è che sia cambiato il disegno e non il territorio. Ma è un'assenza in un elenco, non un documento che lo dica: quanto pesa dipende da quanto sarebbe stato grosso l'atto che manca, ed è la domanda della sezione seguente.

Che atto sarebbe stato, se ci fosse stato

La legge regionale sul riordinamento territoriale dei comuni permette di stringere ancora, perché dice quale atto servirebbe per spostare quei 4,6 ettari, e chi lo firmerebbe.

Un confine fra due comuni che «risulti non delimitato da segni naturali facilmente riconoscibili o comunque dia luogo ad incertezze» si può determinare o rettificare: i comuni interessati si accordano, e l'accordo «è trasmesso alla provincia competente per territorio per l'adozione del relativo provvedimento conforme»; se non si accordano, provvede direttamente la provincia (articolo 15, richiamato dall'articolo 14 fra le funzioni delegate).[14] È l'articolo che descrive esattamente il caso di Piaggiolino — due pezzi di comune dentro un altro comune — e non è cambiato di una parola dal 1995 a oggi: il testo pubblicato nel Bollettino e il testo vigente sono identici.

Solo che qui non basta. Le due isole stanno dentro Trecastelli, che è in provincia di Ancona; Monte Porzio è in provincia di Pesaro e Urbino. Quella linea non è soltanto un confine fra comuni: è un pezzo del confine fra due province. E la stessa legge, nel titolo VII, dice che il mutamento delle circoscrizioni provinciali non è cosa che la Regione decida: l'iniziativa spetta ai comuni, la Regione esprime «il proprio motivato parere», e la deliberazione del consiglio regionale «è trasmessa ai presidenti della camera dei deputati e del senato della Repubblica» (articoli 18 e 21) — perché, come l'articolo 1 della legge dichiara da sé, la materia è quella dell'articolo 133, primo comma, della Costituzione, che la riserva alle leggi della Repubblica.

Detto in breve: per far diventare di Monte Porzio quei 4,6 ettari non sarebbe bastato un accordo fra due sindaci e un provvedimento di provincia. Ci sarebbe voluta una legge dello Stato — e una legge dello Stato del 2021 o del 2022 che sposti territorio fra Trecastelli e Monte Porzio non sfuggirebbe a nessuno, a cominciare dai due comuni.

C'è poi un modo di controllare la stessa cosa dall'altro capo, senza ragionamenti: guardare l'elenco. La banca dati del Consiglio regionale classifica le proprie leggi per materia, e ne ha una intitolata Riordino territoriale — Modifiche denominazioni. Ci stanno dentro sedici leggi, dal 1995 al 2021: la legge quadro del 1995 e le sue quattro modifiche, sette fusioni, due incorporazioni, un cambio di nome e un distacco di frazione.[15] In nessuna di quelle sedici compare Monte Porzio — né nel titolo, né come comune interessato.

E l'elenco sa dire di sì: nella stessa classe ci sono le due fusioni che hanno cambiato i nomi dei vicini di Monte Porzio, e soprattutto una legge che fa esattamente il genere di cosa che qui si sta cercando — la legge regionale 23 giugno 2014, n. 15, Distacco della frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo. Mutamento delle rispettive circoscrizioni comunali. Un pezzo di territorio che passa da un comune all'altro, in provincia di Pesaro e Urbino, negli anni che ci interessano: se una cosa simile fosse successa a Monte Porzio, starebbe in questa lista accanto a quella. Non c'è.

Va detto che cosa questo ragionamento è e che cosa non è. È la mia lettura di un testo di legge, non la citazione di qualcuno che l'abbia applicato a questo caso: ho letto gli articoli, non le sentenze né la prassi. La lista è invece un fatto, con due limiti dichiarati: è una classificazione fatta da chi tiene la banca dati, e vale quanto vale la mano che ha classificato; e non contiene niente prima del 1995, il che può voler dire che prima non ci furono leggi di questo genere, oppure che furono archiviate altrove — non lo so. E non prova nulla sull'ISTAT, che disegna carte e non sposta confini. Prova che, se il confine si fosse spostato davvero, l'atto sarebbe grosso: e più è grosso l'atto che manca, più è probabile che a cambiare sia stato il disegno e non il territorio.

Resta senza risposta il perché. So che cosa è successo (le due isole sono state ridisegnate, +4,6 ettari), so quando (nell'edizione al 1° gennaio 2022, dopo trent'anni di disegno fermo), so che non è stata la fusione del 2014, e so che nei due elenchi che lo avrebbero registrato — le variazioni territoriali dell'ISTAT e le leggi regionali di riordino — un atto di cessione non c'è. Non so su quale base l'ISTAT abbia rifatto quel tratto di carta — una fonte catastale più precisa, un riallineamento su ortofoto, la correzione di un errore vecchio. Le note metodologiche dell'edizione 2022 non le ho lette, ed è lì che andrebbe cercata la risposta.

E il «quando» è più molle di come suona, per una ragione trovata il 5 settembre 2026: quello che un'edizione data è il momento in cui l'ISTAT pubblica un disegno, non quello in cui lo fa. Che i due possano stare lontani si vede su un caso documentato: un passaggio di territorio fra Basiliano, Codroipo e Mereto di Tomba con data amministrativa 19 luglio 2012 entra nella carta solo con l'edizione 2016, tre anni e mezzo dopo.[16] Lì è un atto ad avere una data propria; qui l'atto non c'è, e quindi del ridisegno delle isole non esiste nessuna data se non quella dell'edizione che lo porta. «Fra il 1° gennaio 2021 e il 1° gennaio 2022» resta vero di quando è comparso, che non è per forza quando è stato deciso.

Va anche detto quale delle due versioni è la minoranza: le due isole sono disegnate in un modo in otto edizioni su dieci, e nell'altro in due. Le due sono le più recenti, e sono quelle che l'ISTAT pubblica oggi. Le cifre di questa pagina — a cominciare dai 18,3340 km² in cima — sono quelle dell'edizione corrente, che è la scelta giusta per un dato di oggi e non è la scelta della maggioranza dei disegni.

Il conteggio ISTAT delle variazioni, poi, è aggregato per regione e per tipo: dice che nelle Marche nessun comune ha ceduto o acquisito territorio in quegli anni — il che comprende Monte Porzio — ma non permette di risalire ai nomi dei comuni dietro le caselle non vuote. E il ragionamento dà per scontato che l'ISTAT classificherebbe come «cessione/acquisizione di territorio» anche una rettifica di confine di pochi ettari: era, fino all'8 agosto 2026, l'anello più debole della catena. Adesso quell'anello regge meglio, ma per un'altra strada — non perché sappia come classifica l'ISTAT, che continuo a non sapere, ma perché la legge regionale dice che qui un atto avrebbe dovuto essere una legge dello Stato, e una legge dello Stato non è il genere di cosa che si perde per una casella di tabella (vedi sopra, Che atto sarebbe stato, se ci fosse stato). Restano due prove diverse dello stesso zero, e nessuna delle due è la fonte dell'altra.

Le zone contese, e perché qui non ce n'è

Tutto quello che sta più sopra riguarda confini su cui nessuno discute. Ma l'ISTAT, insieme ai confini, registra anche l'altra cosa: i pezzi di territorio su cui due comuni non sono d'accordo. Si chiamano zone in contestazione — «aree contese tra due o più comuni che ne rivendicano la proprietà», assegnate «solo ai fini censuari» a uno dei due, e presenti nella cartografia dentro la sezione di censimento di quel comune.[17]

A Monte Porzio non ce n'è, e in trent'anni non ce n'è mai stata. In quattro edizioni delle Basi territoriali — 1991, 2001, 2011, 2021 — nessuna delle sezioni di censimento del comune porta quel codice: dieci sezioni nel 1991, quindici nel 2001, venti nel 2011, quaranta nel 2021, e zero contestazioni in tutte e quattro.[18]

Uno zero vale solo se il conteggio sa dire anche di sì, e questo lo dice: nelle stesse tavole le Marche hanno sette zone contese nel 1991, sei nel 2001, sei nel 2011 e cinque nel 2021. La casella non è vuota per costruzione.

La più vicina sta a tre chilometri e settecento metri, e si chiama Vicinato

Di quelle sette, una sola è a portata di sguardo da qui. Si chiama Vicinato, sta fra i 76 e i 167 metri di quota, ed è contesa fra Piagge e San Giorgio di Pesaro. Misurata sul poligono della sezione di censimento che la contiene, è 1,3608 km² — e la stessa misura torna nelle tre edizioni in cui la zona esiste, a meno di seicento metri quadri.[19]

Non è poco: è il 13,7% dell'intero territorio di Piagge, che di suo fa 9,95 km². Più di un ottavo del comune era terra che il comune accanto diceva propria.

E il comune accanto, San Giorgio di Pesaro, confinava con Monte Porzio: 2.298 metri, il 13,1% del perimetro del corpo principale, nell'edizione del 1991.[20] La zona contesa, invece, no: il suo punto più vicino al territorio di Monte Porzio dista 3.749 metri. Restava di là, oltre San Giorgio.

Ai fini del censimento la zona è sempre stata assegnata a Piagge. E per il 1991 si può dire anche quanta gente ci abitava, perché l'ISTAT le diede una voce di «Case Sparse» tutta sua, il codice 3002, che nessun'altra sezione di Piagge usa: undici residenti, quattro famiglie, otto abitazioni.[21] Dal 2001 in poi la zona condivide il codice delle case sparse con altre due sezioni, e quel conto non si può più isolare.

La fusione ha chiuso la contesa

Nell'elenco del 2021 la zona non c'è più. Delle sette del 1991 ne restano quattro — Isola Mergo, Canaletti, Tesino, San Venanzo — più una comparsa nel 2011, Montefiore; e in provincia di Pesaro e Urbino non ne resta nessuna.

Che cosa era successo nel frattempo lo dice la pagina sui vicini che hanno cambiato nome: il 1° gennaio 2017 Piagge e San Giorgio di Pesaro hanno smesso di essere due comuni. Insieme a Barchi e a Orciano di Pesaro sono diventati Terre Roveresche,[22] che di Monte Porzio è vicino per 4.462 metri. Due comuni che si contendono un pezzo di terra, quando diventano un comune solo, non hanno più niente da contendersi: la contesa non è stata risolta, è stata assorbita.

Il nesso fra le due cose è una mia deduzione, non una riga di fonte. I file dicono che la zona c'era nel 1991, nel 2001 e nel 2011 e che nel 2021 non c'è; e dicono, altrove, che dal 2017 i due contendenti sono un comune solo. Che la seconda cosa sia la ragione della prima è la spiegazione più semplice, e non l'ho letta scritta da nessuna parte. Potrebbe essere stato un accordo fra i due comuni prima della fusione, o una scelta di metodo dell'ISTAT.

Non so nemmeno dove passasse, la contesa: la cartografia non porta toponimi, e «Vicinato» è il nome che l'ISTAT dà alla zona, non necessariamente il nome che le dà chi ci abita. E non so perché i due comuni la rivendicassero — un atto, una lite, un catasto vecchio. Nulla di tutto questo sta nei file che ho letto.

«Botticella», la seconda zona contesa che la provincia di Pesaro e Urbino aveva, spiega però un meccanismo diverso da Vicinato — non riguarda Monte Porzio, ma la domanda era rimasta aperta su questo stesso sito. Sta a Sant'Agata Feltria, sessantacinque chilometri da qui: compare nelle tavole ISTAT del 1991 e del 2001, e dal 2011 non c'è più nel file regionale delle Marche.[19] Non è una fusione di comuni, come per Vicinato: è che il comune intero ha cambiato regione. Sant'Agata Feltria è uno dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia — con Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo e Talamello — che un referendum del 17-18 dicembre 2006 (art. 132 della Costituzione) ha staccato dalla provincia di Pesaro e Urbino (Marche) e aggregato alla provincia di Rimini (Emilia-Romagna), con effetto dal 15 agosto 2009.[23] Il censimento 2011 la trova già di là: non nel file delle Marche perché non è più un comune marchigiano, non perché la contesa con l'altro comune (quale, questa fonte non lo dice) sia stata risolta.

Le entità speciali: la casella di Monte Porzio è vuota, quella di due vicini no

Le stesse tavole registrano le entità speciali — isole lacuali e marittime, stagni, lagune, laghi, cime. Monte Porzio non vi compare in nessuna delle quattro edizioni, e nel 2021 le sue quaranta sezioni hanno a zero tutti e tre i campi che hanno preso il posto delle tavole.[24] Quelle della provincia stanno altrove: il Lago di Mercatale, il Lago Santo di Cantiano, il Lago Due Abeti di Mondolfo, il Lago Ceccolini di Tavullia, il Fiume Metauro sotto Fano e il Fiume Foglia sotto Pesaro. Il Cesano non c'è. Con quale criterio l'ISTAT decida che un fiume è un'entità speciale per un comune e non per un altro, il manuale non pubblica un elenco — ma dà il criterio di principio.[25]

Il criterio, trovato il 13 settembre 2026, rileggendo un documento già in cache dal 30 agosto. Il campo che marca un corso d'acqua come entità speciale — COD_FIUME nelle tavole 1991-2011, il tipo «2» di COD_ACQUE nello shapefile 2021 — è definito per «i principali fiumi italiani (fiume, greto, foce)»[25]: non per ogni corso d'acqua, ma per quelli che l'ISTAT considera di rilievo nazionale. Il Metauro e il Foglia rientrano in quella lista implicita, per lunghezza o importanza; il Cesano — ottanta chilometri, tutto interno alle Marche — verosimilmente no. Non è verificabile fiume per fiume: il documento definisce il campo, non pubblica l'elenco dei fiumi ammessi.

Torna utile anche un dato lasciato senza nome il 4 settembre: i codici COD_ACQUE di San Costanzo (20217) e Terre Roveresche (20216) iniziano entrambi per «2» — sono dunque proprio dei corsi d'acqua secondo questa stessa definizione, non laghi o isole come si poteva sospettare senza guardare il primo digit.

Fino al 4 settembre 2026 questa pagina scriveva: «Né Monte Porzio né alcuno dei suoi vicini vi compare in nessuna delle quattro edizioni». La prima metà regge; la seconda no, ed è un caso in cui la frase diceva più della nota che la sorregge. La nota copriva tre edizioni per i vicini — le tavole del 1991, del 2001 e del 2011 — e per il 2021, dove una tavola equivalente non esiste, aveva guardato le sole sezioni di Monte Porzio.

Guardate oggi anche quelle dei cinque vicini, due ce l'hanno: San Costanzo con tre sezioni e Terre Roveresche con due, tutte e cinque con popolazione zero e tutte marcate come sezioni speciali d'acqua. Le due portano codici diversi fra loro, e il file dà un codice e nessun nome: quale corso d'acqua sia, da qui non si può dire, e non ho controllato se quelle sezioni arrivino fino al confine di Monte Porzio.[24]

Il fatto che conta per questa pagina non cambia — la casella di Monte Porzio è vuota in tutte e quattro le edizioni — e non era su quello che la frase sbagliava: sbagliava ad allargare ai vicini un controllo fatto su di sé.

Un riscontro che vale meno di quanto sembrava

Il file del 2021, scaricato per rispondere a questa domanda, dà anche una cifra che si può confrontare con una già pubblicata qui: la popolazione delle quaranta sezioni di censimento di Monte Porzio, sommata, fa 2.752.[18] È alla persona la popolazione legale del comune al censimento 2021, dichiarata con decreto del Presidente della Repubblica e già in questo sito da un'altra strada (vedi Le sette località).

Questa pagina, dal 27 agosto 2026 al 4 settembre, chiamava quel confronto «il collaudo, che è arrivato in regalo», e concludeva: «Due file diversi, dello stesso ente, costruiti per scopi diversi, che dicono la stessa cifra».

La domanda che non mi ero fatto non è «tornano?» ma «potevano non tornare?». No, non potevano. Le sezioni di censimento sono una partizione del comune, e il campo POP21 porta la popolazione di quello stesso censimento del 2021 da cui esce la popolazione legale: sono la stessa misura, una volta spezzata in quaranta pezzi e una volta intera. Se la somma non tornasse, sarebbe rotto il file — o il mio conto.

Il riscontro vero è quindi più modesto, e resta utile: le quaranta righe sono state lette e sommate giuste, e nessuna sezione di Monte Porzio è andata persa o contata due volte. Verifica il mio conto, non il dato dell'ISTAT. Non «due file diversi», che è la stessa rilevazione in due formati: uno per comune e uno per sezione.

Come è stata fatta questa pagina

Va detto, perché è un tipo di fonte nuovo per questo sito e perché il lettore ha diritto di sapere che cosa ho misurato io e che cosa ha scritto qualcun altro.

Il file dell'ISTAT è uno shapefile: un formato binario che contiene, per ogni comune d'Italia, la lista dei vertici del suo contorno in coordinate metriche. Non contiene nessuna frase come «Monte Porzio confina con Corinaldo». Quella frase l'ho ricavata io, così: due comuni confinano se hanno in comune non solo dei punti, ma dei lati interi del contorno — e la cartografia ISTAT è costruita in modo che i confini condivisi abbiano vertici identici da tutte e due le parti. Sommando la lunghezza dei lati condivisi si ottengono i metri della tabella.

Quattro controlli, tutti scelti perché potevano fallire:

1. L'area calcolata sul poligono dà 18,3340 km², cioè i 18,33 km² che l'ISTAT pubblica altrove. Se avessi letto male i vertici, questo numero sarebbe sbagliato. 2. La somma dei confini fa il perimetro, 25.758 metri contro 25.758, a meno di un centesimo. Se avessi perso un vicino, o contato due volte un tratto, la somma non tornerebbe. È lo stesso controllo usato altrove su questo sito per dimostrare che un'assenza è un'assenza. 3. Le isole di Monte Porzio e i buchi di Trecastelli sono gli stessi anelli, vertice per vertice. Sono due record diversi dello stesso file, e si confermano a vicenda. Questo controllo ha fatto il suo mestiere: la prima volta ha risposto no, perché avevo cercato il comune sbagliato — nella cartografia ISTAT il codice 42026 è Montecarotto, non Monterado. 4. I quattro ettari e mezzo che le isole guadagnano nel 2022, Trecastelli li perde, a meno di 1,4 m² su 46.241. È il controllo aggiunto oggi, ed è di una specie diversa dagli altri tre: quelli verificano che io abbia letto bene il file, questo verifica che il file sia coerente con sé stesso in due record che nessuno obbliga a essere d'accordo.

Il programma che legge il file è scritto per fermarsi con errore su ogni geometria che non sa trattare, invece di restituire in silenzio un poligono vuoto. Si è fermato davvero, la prima volta che gli ho dato la cartella sbagliata.

Il secondo controllo — la somma dei confini uguale al perimetro — ha fallito una volta, ed è la cosa più utile che abbia fatto. Nell'edizione del 2001 mancavano all'appello 58 metri su 17.529. Non era un vicino dimenticato: in un punto del confine con Mondavio i due poligoni hanno lo stesso vertice scritto due volte con due millimetri di differenza, e due lati contigui, lunghi 42 e 16 metri, non risultavano più condivisi. Il difetto è nel file, e in quella sola edizione: le altre nove chiudono a zero, isole comprese. Un controllo che non fallisce mai non sta controllando niente.

La sezione sulle zone contese viene invece da un secondo archivio dell'ISTAT, le Basi territoriali, che non disegna i comuni ma le sezioni di censimento dentro ciascun comune. È lo stesso mestiere di lettura — vertici e aree calcolate a mano — con una differenza che vale la pena dichiarare: lì la superficie pubblicata nel file è a zero, quindi il controllo del punto 1 non è disponibile e al suo posto c'è la somma di tutte le sezioni di Piagge contro il poligono comunale dello stesso anno. Le tavole di corredo del 1991, del 2001 e del 2011 sono vecchi fogli .xls che sul server non si aprono con niente, e sono state lette con strumenti/xls-testo.py; quella del 2021 è un CSV in UTF-16 separato da tabulazioni.

Che cosa questa pagina non dice

Riverifica del 25 settembre 2026

Questa pagina fa parte del gruppo di riverifica del 13 settembre 2026. Controllo mirato: le fonti web con un testo da confrontare, non i file cartografici statici (shapefile ISTAT, già scaricati e misurati in cache).

Sei indirizzi vivi con un testo da confrontare, tutti raggiungibili (200): la pagina ISTAT sui confini amministrativi (nota [1]), le tre schede di legge del Consiglio regionale delle Marche — legge 18/2013 (nota [12]), legge 28/2016 (nota [22]) e legge 10/1995 (nota [14]) —, l'elenco per classificazione A.3.2 (nota [15]) e il PDF ISTAT sulle basi territoriali (nota [17], verificato solo per raggiungibilità: è statico e già letto per intero il 26 agosto 2026).

Rilette con mirar texto le tre leggi e l'elenco:

Nessuna altra correzione trovata.

verifica: aggiornata al 25 settembre 2026.

Riverifica del 4 ottobre 2026

Questa pagina fa parte del gruppo di riverifica periodica fermo al 25 settembre 2026. Stesso controllo mirato del 13 settembre: le sei fonti web con un testo da confrontare, non i file cartografici statici.

Tutte e sei raggiungibili di nuovo: la pagina ISTAT sui confini amministrativi (nota [1], 200), le tre schede di legge del Consiglio regionale delle Marche — legge 18/2013, legge 28/2016, legge 10/1995 — rilette per intero con mirar texto, l'elenco per classificazione A.3.2 (ancora sedici leggi, dal 1995 al 2021, nessuna nomina Monte Porzio) e il PDF ISTAT sulle basi territoriali (nota [17], raggiungibilità via curl, 200).

La legge 18/2013 mantiene la correzione fatta il 25 settembre: «territori già appartenenti», plurale, identico all'articolo 2 comma 2 della banca dati. La legge 10/1995, articolo 10 in quattro commi, e la legge 28/2016 sono identiche al testo attuale.

Nessuna correzione trovata.

verifica: aggiornata al 4 ottobre 2026.

La zona 74, «Botticella», 775/800 m, comune assegnatario 41055 (Sant'Agata Feltria): compare in CONT_R11_91 e in CONT_R11_01 con quel solo codice comune, esattamente come Vicinato prima del 2011. In CONTEST_R11_11 il comune 41055 non compare in nessuna riga, non solo in quella della zona 74 — perché dal 2011 quel comune non fa più parte del file regionale delle Marche (R11) per nessun motivo cartografico: vedi nota successiva. Righe lette a vista con strumenti/xls-testo.py il 13 settembre 2026.

Note

  1. ISTAT, Confini delle unità amministrative a fini statistici al 1° gennaio 2026, versione non generalizzata, strato dei comuni (Com01012026_WGS84), sistema di riferimento WGS 84 / UTM zona 32N, record PRO_COM = 41038. Scaricato e consultato il 9 agosto 2026. https://www.istat.it/notizia/confini-delle-unita-amministrative-a-fini-statistici-al-1-gennaio-2018-2/ Le lunghezze e le superfici di questa pagina sono mie misure sui vertici di quel file, non cifre pubblicate dall'ISTAT — con l'eccezione della superficie totale e del perimetro totale, che il file riporta anche nei suoi campi Shape_Area e Shape_Leng e che coincidono con i miei calcoli.
  2. Calcolo mio sulle Basi territoriali 2021 delle Marche (R11_21_WGS84, lo stesso file di [18]), con strumenti/confini-localita.py. Il metodo è questo: le sezioni di censimento dell'ISTAT sono topologicamente pulite, cioè ogni segmento interno a un comune compare esattamente due volte, una per ciascuna delle due sezioni che divide. Ne segue che il contorno dell'unione di più sezioni è fatto dai segmenti che compaiono una volta sola — e che due località confinano per la lunghezza dei segmenti che i loro due contorni hanno in comune. Le distanze sono minimi esatti fra punto e segmento nei due versi, non da vertice a vertice. Tre controlli. Primo: il perimetro del corpo principale così ricostruito è 17.527,3 m, e il totale con le due isole 25.758,0 m — le stesse cifre che questa pagina ricava per un'altra strada, dagli anelli dei Limiti 2026. Non è una verifica del dato, che è dello stesso ente due volte, ma del procedimento. Secondo: le lunghezze per località, sommate per comune, rifanno esattamente la tabella dei cinque vicini — Trecastelli 12.896,5, Terre Roveresche 4.461,5, Corinaldo 4.261,2, San Costanzo 2.433,4, Mondavio 1.705,4. Terzo: il 100% del perimetro delle due isole risulta condiviso con località di Trecastelli e con nessun altro, che è la stessa cosa già scritta più sotto in questa pagina.
  3. Alberto Polverari, Monteporzio e Castelvecchio nella storia, 1980; ristampa 2014, Consiglio regionale delle Marche, «Quaderni del Consiglio regionale delle Marche» n. 150. Le isole territoriali a p. 104; Piaggiolino ricorre nei capitoli sui secoli XIII-XVII (il convento venduto nel 1291, la chiesa di San Lorenzo, la divisione fra Ramberto e i nipoti). Le tre cime e i quattro lati dell'investitura del 24 ottobre 1428 sono nel capitolo I, Morfologia del territorio, pp. 25-28, trascritti e commentati in Il territorio. Fonte secondaria e del 1980: le stesse cautele dichiarate nelle altre pagine valgono qui.
  4. ISTAT, edizione 2013 come sopra, strato Aree speciali — isole amministrative (Isole_amm_2013_ED50), record COD_IS_AMM 206, COMUNE «Monte Porzio», NOME «Piaggiolino», ALTITUDINE «40/56». Lo strato conta 452 isole amministrative in tutta Italia. Nell'edizione 2026 un livello equivalente non c'è: il nome viene dal file del 2013.
  5. Calcolo mio del 4 settembre 2026 con strumenti/mondavio-staccato.py. L'anello staccato di Mondavio è preso dai Limiti al 1° gennaio 2021 (4.593.803,6 m², 279 vertici; il corpo principale ne fa 25.041.674,8) e le sezioni di censimento dalle Basi territoriali 2021 delle Marche, che sono nello stesso sistema di coordinate. Le sezioni di Mondavio il cui centro cade dentro l'anello sono tre: due di case sparse (48 residenti, 21 famiglie, 36 edifici) e la sezione della località 4102820206, «Cavallara», tipo 2 = nucleo abitato, altitudine dichiarata 230 m (17 residenti, 4 famiglie, 12 edifici). Il test è sul centro della sezione, non sul poligono intero: una sezione a cavallo del confine sarebbe attribuita per intero da una parte sola. Qui non ce ne sono — l'anello è un'esclave, e le sezioni di un comune non attraversano i propri confini — ma il metodo va detto.
  6. Provincia di Pesaro e Urbino, portale di informazioni turistiche, scheda «Comune di Monte Porzio», sezione Cenni geografici. La scheda non porta note né bibliografia. Consultata il 7 agosto 2026.
  7. ISTAT, Confini delle unità amministrative a fini statistici, archivio storico, edizione 2013, versione non generalizzata, sistema di riferimento ED 1950 / UTM zona 32N. Strato dei comuni (Com2013_ED50). Consultato il 9 agosto 2026.
  8. ISTAT, Confini delle unità amministrative a fini statistici, archivio storico, edizione 1991, versione non generalizzata, sistema di riferimento ED 1950 / UTM zona 32N. Strato dei comuni (Com1991_ED50), 8.100 record, campo PRO_COM = 41038. Scaricato e consultato il 9 agosto 2026 da istat.it/storage/cartografia/confini_amministrativi/archivio-confini/non_generalizzati/.
  9. ISTAT, stesso archivio, edizione 2001, versione non generalizzata, ED 1950 / UTM zona 32N. Strato dei comuni (Com2001_ED50), 8.101 record. Scaricato e consultato il 9 agosto 2026.
  10. Le altre sei edizioni lette, tutte in versione non generalizzata. Fino al 5 settembre 2026 questa nota diceva «tutte datate al 1° gennaio dell'anno»: per le due dell'archivio storico non è vero, e la misura sta in I vicini che hanno cambiato nome. 2014 e 2016 dal medesimo archivio storico (Limiti_2014_ED50.zip, Limiti_2016_ED50.zip, ED 1950 / UTM 32N); 2017, 2019, 2021 e 2022 dalla serie corrente (Limiti01012017.zip e seguenti, WGS 84 / UTM 32N). Scaricate e consultate il 9 agosto 2026 da istat.it/storage/cartografia/confini_amministrativi/. Le due serie usano sistemi di riferimento diversi ma tutti e due metrici: lunghezze e superfici si confrontano, le coordinate no. Che il cambio di sistema non alteri le misure si vede fra il 2016 (ED 1950) e il 2017 (WGS 84), che hanno lo stesso numero di vertici e superfici che differiscono di 300 m² su diciotto milioni.
  11. Nell'edizione 2001 la misura automatica dà 1.649 metri, e 58 metri di confine restano senza vicino: sono i due lati citati più avanti, orfani per uno scarto di due millimetri in un vertice. Attribuiti a mano a Mondavio, che è il comune dall'altra parte di quei due lati in tutte e dieci le edizioni. È l'unico numero di questa pagina che non venga da una misura automatica.
  12. Regione Marche, legge regionale 22 luglio 2013, n. 18, Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Castel Colonna, Monterado e Ripe, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10. Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Marche del 1° agosto 2013, n. 61. Testo integrale nella banca dati delle leggi regionali del Consiglio regionale delle Marche, archivio dei testi storici, scheda idl=1785; le citazioni sono dagli articoli 1 e 7. Consultata il 10 agosto 2026. https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=sto&idl=1785
  13. ISTAT, Variazioni amministrative e territoriali dei comuni per tipologia, regione e ripartizione geografica, anni 1991-2025, tavole 3 (2011-2020) e 4 (2021-2025), riga «Marche». Il foglio è in sources/cache/; la fonte dichiarata in calce alle tavole è il Sistema informativo territoriale delle unità amministrative e statistiche (Situas), dati al 1° gennaio 2025. Le tavole sono aggregate per regione e per tipo di variazione: non nominano i comuni. Consultato il 9 agosto 2026.
  14. Regione Marche, legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10, Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche. Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Marche del 25 gennaio 1995, n. 4. Stessa banca dati delle due leggi di fusione, scheda idl=1040. Consultata il 10 agosto 2026 in tutte e due le versioni che la banca dati tiene distinte: il testo storico (arc=sto, come pubblicato nel Bollettino) e il testo vigente (arc=vig, coordinato con le modifiche successive). Le citazioni dell'articolo 10 in quattro commi vengono dal testo storico; quelle sul referendum valido senza quorum e sui risultati valutati comune per comune, dal testo vigente. Tutti gli altri articoli citati qui — l'1, il 2, il 14, il 15, il 18 e il 21 — li ho confrontati carattere per carattere fra le due versioni: sono identici, e per essi la banca dati non segna alcuna modifica. Le sole parti su cui cito una differenza fra il 1995 e oggi sono quelle in cui la differenza è il punto. https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=sto&idl=1040 Come per le due leggi di fusione: è una trascrizione in pagina web, non la scansione del Bollettino. Un passaggio di mano c'è.
  15. Consiglio regionale delle Marche, banca dati delle leggi regionali, classificazione per aree tematiche, classe A.3.2 — «Riordino territoriale - Modifiche denominazioni», archivio dei testi storici. Sedici leggi, dalla n. 10 del 1995 alla n. 37 del 2021. Consultata il 10 agosto 2026. https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/classificazioni.php?arc=sto&cls=A.3.2 L'elenco completo, con gli identificativi di scheda, è in sources/cache/lr-marche-classificazione-A32-riordino.html.
  16. ISTAT, SITUAS, Variazioni territoriali dei comuni dal 1861, copia in sources/cache/situas-103-variazioni-territoriali-1861-2026.json; la data è il campo DATA_INIZIO_AMMINISTRATIVA. Confronto delle geometrie fatto il 5 settembre 2026 con strumenti/datare-edizioni.py: fra le edizioni 2014 e 2016 Codroipo perde 18.033 m² e Mereto di Tomba ne guadagna 63.630, mentre fra la 2013 e la 2014 nessuno dei due si muove di un vertice.
  17. ISTAT, Basi territoriali: anni 1991, 2001, 2011 e 2021 — descrizione dei dati, Roma, 10 aprile 2025, § «Zone in contestazione». Il testo citato per esteso: «Le zone in contestazione (ZIC) sono aree contese tra due o più comuni che ne rivendicano la proprietà. Queste aree sono assegnate, solo ai fini censuari, ad uno dei comuni interessati. Negli shapefile, sono quindi presenti nella relativa sezione di censimento. Nel foglio Excel 2011 e 2021 le zone in contestazione sono state replicate tante volte quante sono i comuni coinvolti nella contesa; quello a cui è stata assegnata la zona per le finalità censuarie è segnalato con un apposito flag». Lo stesso paragrafo aggiunge che, se nella zona risiedono persone iscritte al comune non assegnatario, l'ISTAT le colloca in una sezione fittizia di codice 999999 o 9999998: in Piagge e in San Giorgio di Pesaro una sezione simile non c'è, in nessuna delle tre edizioni. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/Descrizione-dei-dati-Basi-territoriali.pdf — consultato il 26 agosto 2026, riletto il 27.
  18. ISTAT, Basi territoriali, shapefile regionali delle sezioni di censimento delle Marche: R11_91_WGS84, R11_01_WGS84, R11_11_WGS84 (campo COD_ZONA_C) e R11_21_WGS84 (campo COD_ZIC). Righe con PRO_COM = 41038: 10, 15, 20 e 40 sezioni, tutte con il campo a zero. Nel file del 2021 sono a zero, per le stesse quaranta sezioni, anche COD_ACQUE, COD_ISOLE e COD_AREA_S, mentre il campo POP21 somma 2.752. Il file del 2021 (R11_21.zip, 18,5 MB) è stato scaricato il 27 agosto 2026 da https://www.istat.it/storage/cartografia/basi_territoriali/2021/R11_21.zip, link ricavato dalla pagina «Basi territoriali e variabili censuarie»; gli altri tre erano già in sources/cache/ dal 26 agosto 2026.
  19. Elenchi delle zone contese: tavole CONT_R11_91, CONT_R11_01 e CONTEST_R11_11 dei fogli .xls, e ZIC_R11_21 in CSV. La zona 73, «Vicinato», 76/167 m: nel 1991 e nel 2001 vi compare il solo comune assegnatario (41046, Piagge), nel 2011 tutti e due i contendenti — 41046 con flag 1 e 41052, San Giorgio di Pesaro, con flag 2. Nel 2021 la zona 73 non compare né nella tavola né nello shapefile. La superficie è calcolata da me sui vertici della sezione di censimento che porta il codice (sezione 5 nel 1991, sezione 11 nel 2001 e nel 2011): 1,3608 km² nel 1991, 1,3614 nel 2001, 1,3613 nel 2011 — il campo Shape_Area di quei file è a zero e non serve a niente. Il collaudo della misura è la somma di tutte le sezioni di Piagge, 9,9511 km², contro i 9,95129 km² del poligono comunale dell'edizione 1991 dei Limiti: duecento metri quadri di scarto su dieci chilometri quadri. La distanza di 3.749 metri è il minimo fra i vertici della sezione contesa e i vertici delle sezioni di Monte Porzio, dentro lo stesso file e quindi nello stesso sistema di coordinate. Misure del 27 agosto 2026.
  20. Misura rifatta il 4 settembre 2026 con strumenti/analisi-confini.py: nell'edizione 1991 il tratto con San Giorgio di Pesaro è di 2.298,4 m sui 17.497,2 m del corpo principale, cioè il 13,1%. Fino a quel giorno questa pagina scriveva qui 2.289 metri, che è la misura del 2001 (2.289,6 m su 17.529,0): il numero era giusto e l'edizione a cui è attribuito no. L'errore era invisibile alla percentuale, perché tutte e due le misure danno 13,1%, ed è in contraddizione con la tabella delle dieci edizioni più sopra in questa stessa pagina, che per il 1991 dà 2.298.
  21. ISTAT, Basi territoriali 1991, tavola LOC_R11_91. Piagge ha quattro località: «Piagge» (551 residenti), «Cerbara» (27) e due voci «Case Sparse», codici 3001 (401 residenti, 116 famiglie, 148 abitazioni) e 3002 (11 residenti, 4 famiglie, 8 abitazioni). Nello shapefile dello stesso anno il codice 3002 è portato da una sola sezione, la 5, che è la sezione della zona contesa: le due cifre si riferiscono perciò allo stesso perimetro. Dal 2001 la zona ha codice di località 40001, condiviso con altre due sezioni di case sparse, e la separazione non è più possibile.
  22. Regione Marche, legge regionale 7 dicembre 2016, n. 28, Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro, stesso fondamento normativo. Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Marche del 7 dicembre 2016, n. 134. Stessa banca dati, scheda idl=1938. Consultata il 10 agosto 2026. https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=sto&idl=1938
  23. Legge 3 agosto 2009, n. 117, Distacco dei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello dalla Regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2009. La data di decorrenza (15 agosto 2009) e l'elenco dei sette comuni sono confermati anche dalla legge regionale dell'Emilia-Romagna 4 novembre 2009, n. 17, che ne dà attuazione. Iter parlamentare (proposte di legge A.C. 63 e A.C. 177, XVI legislatura) su documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/AC0203_0.htm, che cita anche il referendum del 17-18 dicembre 2006 richiesto dall'art. 132 della Costituzione. Non ho letto il testo della legge sulla Gazzetta Ufficiale stessa, solo queste due fonti istituzionali che lo riportano; le percentuali del referendum girano su stampa e aggregatori con cifre non tutte concordi, quindi non le riporto nel testo. Ricerca del 13 settembre 2026.
  24. ISTAT, Basi territoriali, tavole delle entità speciali ENT_R11_91, ENT_R11_01 e ENTITA_R11_11 (22, 37 e 37 righe). Non contengono il comune 41038 né alcuno dei comuni che confinano con Monte Porzio, prima o dopo le due fusioni. Nel file del 2021 una tavola equivalente non c'è: le entità sono diventate campi dello shapefile (COD_ACQUE, COD_ISOLE, COD_AREA_S), e per le quaranta sezioni di Monte Porzio valgono zero. Controllo aggiunto il 4 settembre 2026, perché fino a quel giorno il 2021 non era stato guardato per i vicini: contate le sezioni dei cinque comuni confinanti nel file 2021, COD_ISOLE e COD_AREA_S sono a zero per tutti, mentre COD_ACQUE non lo è per San Costanzo (sezioni 46, 52 e 53, codice 20217) e per Terre Roveresche (sezioni 77 e 80, codice 20216). Tutte e cinque hanno POP21 = 0 e COD_TIPO_S = 23. Le stesse cifre escono identiche dallo shapefile e dalla tavola TAB/SEZ_R11_21.csv, che sono due copie dello stesso dato. Il file non porta una tavola dei nomi per quel codice.
  25. ISTAT, Basi territoriali: anni 1991, 2001, 2011 e 2021 — descrizione dei dati, 10 aprile 2025, p. 10 (definizione di COD_ACQUE, tipo «2»: «principali fiumi italiani (fiume, greto, foce)») e p. 12 (definizione di COD_FIUME, stesso tipo «2», stessa dizione «corso d'acqua»). Lo stesso file già in cache dal 30 agosto 2026 (sources/cache/istat-descrizione-basi-territoriali.pdf, testo estratto in .txt) e già citato altrove sul sito; questa riga specifica non era stata letta finora. Il documento non pubblica l'elenco dei fiumi classificati come «principali».