Una bomba d'aereo della seconda guerra mondiale, 214 kg, trovata in un campo e fatta brillare in sicurezza.
Ultima verifica: 5 ottobre 2026.
Nel marzo 2024, in un terreno agricolo in località Montebello — la zona che dà il nome a Via Montebello, fra il capoluogo e Castelvecchio — riaffiora un ordigno bellico inesploso: una bomba d'aereo da 500 libbre, residuato della seconda guerra mondiale, del peso di 214 kg, con circa 66 kg di tritolo.[1][2]
Nessuna delle fonti lette per questa pagina dice chi trovò l'ordigno né in quali circostanze esatte: solo il mese e il luogo.
L'operazione di disinnesco fu fissata per il 12 dicembre 2024, dopo un incontro tecnico fra Comune, Prefettura e Reggimento Genio Ferrovieri dell'Esercito, e una pubblica assemblea tenuta la sera del 28 novembre 2024 all'oratorio di Castelvecchio dal sindaco Marco Moscatelli, per spiegare alla popolazione il piano di evacuazione.[3]
| Orario | Che cosa succede |
|---|---|
| 7:30 – 8:30 | Evacuazione di circa 100 residenti nel raggio di 1.300 metri dal punto di ritrovamento |
| 9:00 | Inizio delle operazioni; attivazione della zona rossa |
| 9:45 | Gli artificieri entrano in azione |
| 11:00 | Completato lo spolettamento (disinnesco sul posto) |
| 12:05 | Fine dell'evacuazione: l'ordigno lascia il territorio comunale, i residenti rientrano |
| 13:36 | Brillamento della bomba in una cava nel territorio di Corinaldo (provincia di Ancona), con terra sparata in aria per oltre 70 metri |
Fonti: comunicato della Prefettura di Pesaro e Urbino, diffuso il 10 dicembre 2024 in vista dell'operazione;[1] ANSA, che ne dà notizia a operazione conclusa;[2] Non solo Flaminia;[4] il Resto del Carlino, edizione di Fano, che segue l'evento con due articoli distinti — uno di preparazione e uno a operazione conclusa, letto per intero.[3][5] Le cinque fonti concordano su orari, peso dell'ordigno e cifra degli sfollati, senza contraddirsi.
Erano interdette del tutto Via Montebello, Via Fusarola, parte di Via Montegrappa e Via Del Fosso; con restrizioni (restare in casa o allontanarsi in direzione opposta al ritrovamento) Via Barberini, Via Montale, il resto di Via Montegrappa e Viale Marche.[3]
L'intervento fu eseguito dagli artificieri dell'Esercito del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna), sotto la direzione del Comando delle Forze Operative Nord di Padova. Il coordinamento generale fu della Prefettura di Pesaro e Urbino, tramite il Centro Coordinamento Soccorsi allestito nella Sala Consiliare del Comune: erano presenti la prefetta Emanuela Greco e la vice prefetta Patrizia Savarese, insieme a Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Croce Rossa e Protezione Civile regionale.[1][2][5]
Questo ordigno non ha nessun rapporto documentato con il passaggio del fronte nell'agosto 1944, raccontato in L'estate del 1944, e il giorno che non è scritto: nessuna delle fonti qui sopra lo data né lo collega a un bombardamento specifico, e quella pagina lascia esplicitamente aperta la domanda «se il paese fu bombardato, e che cosa fu distrutto». Ma è, per quanto questo sito abbia finora trovato, il primo oggetto fisico della seconda guerra mondiale mai emerso sul territorio del comune oltre alla lapide del monumento ai caduti — non una carta o un ricordo scritto, ma un ordigno rimasto sotto un campo per ottant'anni. Vale la pena tenerlo presente insieme a quella domanda, senza forzare un collegamento che le fonti non fanno.
Questa pagina fa parte del gruppo di riverifica del 14 settembre 2026, insieme a L'estate del 1944, Le fiere e le forbici e Padana. Controllo mirato su tutte e cinque le fonti, che sono tutte pagine web vive (nessun PDF statico in questa pagina).
Cinque indirizzi, tutti raggiungibili (200): il comunicato della Prefettura (nota [1]), l'articolo ANSA (nota [2]), Non solo Flaminia (nota [4]) e i due articoli del Resto del Carlino (note [3] e [5]).
Rilette per intero con mirar texto il comunicato della Prefettura e
l'articolo del Carlino sull'esplosione, le due fonti da cui vengono i dati più
citati in pagina: il comunicato conferma identico il peso dell'ordigno
(«500 libbre (214 Kg con circa 66 kg di tritolo)»); l'articolo del Carlino
conferma identico l'orario del brillamento, «alle 13,36».
Nessuna correzione trovata. verifica: aggiornata al 26 settembre 2026.
Pagina trattata insieme alle altre tre del gruppo del 14 settembre 2026 (L'estate del 1944, Le fiere e le forbici, Padana), ferme al 26 settembre. Controllo mirato, come al giro precedente: le cinque fonti sono tutte pagine web vive.
Cinque indirizzi, tutti raggiungibili (200) e rilette per intero con
mirar texto, non solo le due già confrontate il 26 settembre: il
comunicato della Prefettura (nota [1]), l'articolo ANSA (nota
[2]), Non solo Flaminia (nota [4]) e i due articoli del
Resto del Carlino (note [3] e [5]). Tutte
identiche: il peso dell'ordigno («500 libbre (214 Kg con circa 66 kg di
tritolo)»), gli orari (evacuazione 7:30-8:30, inizio operazioni alle 9,
disinnesco completato alle 11, fine evacuazione alle 12:05, brillamento
alle 13:36), la cifra dei residenti evacuati (circa 100) e i nomi della
prefetta Greco e della vice prefetta Savarese tornano su tutte e cinque le
fonti senza una sola discrepanza.
Nessuna correzione trovata. verifica: aggiornata al 5 ottobre 2026.
curl diretto (non solo la sintesi), copia in sources/cache/carlino-maxi-esplosione-bombaday-2024.html. È la fonte da cui viene l'orario esatto del brillamento (13:36), assente dalle altre quattro.