Da metà febbraio ai primi di aprile 2026 l'ufficio di via Gramsci resta chiuso per il progetto Polis di Poste Italiane; il servizio si sposta a San Michele al Fiume.
Ultima verifica: 27 settembre 2026.
Dal 16 febbraio 2026 l'ufficio postale di Monte Porzio, in via Gramsci 6, resta chiuso al pubblico per lavori di ristrutturazione e ammodernamento. La chiusura è prevista fino al 2 aprile 2026, con riapertura il giorno seguente.[2][3]
I lavori rientrano nel progetto Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale, l'iniziativa di Poste Italiane per portare i servizi della Pubblica Amministrazione nei comuni con meno di 15mila abitanti, con l'obiettivo dichiarato di favorire la coesione economica, sociale e territoriale e il superamento del divario digitale.[3]
Durante il periodo di chiusura, Poste Italiane garantisce ai cittadini di Monte Porzio la continuità dei servizi — compreso il ritiro di pacchi e corrispondenza in giacenza — tramite uno sportello dedicato presso l'ufficio postale di San Michele al Fiume, in via Vittorio Emanuele 27 (6 km da Monte Porzio), con orario dal lunedì al venerdì 8:20-13:45 e il sabato fino alle 12:45, e uno sportello Postamat attivo h24.[2][3]
Il sindaco Marco Moscatelli ha commentato l'intervento come «un intervento importante, realizzato anche grazie all'impegno e alla spinta dell'amministrazione comunale», che permetterà «di offrire in futuro servizi più moderni, accessibili e vicini ai bisogni dei cittadini», ringraziando «Poste Italiane e i cittadini per la collaborazione e la pazienza durante questo periodo».[2]
Le due fonti riportano un testo quasi identico a quello appena citato, ma non allo stesso modo: il Resto del Carlino lo attribuisce direttamente, come dichiarazione, al sindaco Moscatelli; Corriere Adriatico, letto per intero il 21 settembre 2026[3], lo presenta come proveniente da «una nota dell'amministrazione comunale», senza nominare il sindaco. È verosimile che entrambe le testate riprendano lo stesso comunicato del Comune, con gradi diversi di attribuzione — il comunicato originale non è stato trovato in rete, non è più nella sezione notizie del sito comunale al momento della verifica — ma non è più una divergenza fra una fonte letta e una no: entrambe sono state lette per intero, e la differenza di attribuzione resta, dichiarata come tale.
Corriere Adriatico riporta anche una reazione della minoranza consiliare, assente dal Resto del Carlino: pur ringraziando Poste Italiane per l'investimento, la minoranza contesta all'amministrazione di non aver garantito la continuità del servizio durante il mese e mezzo di chiusura, citando il caso della vicina Marotta, dove in una circostanza analoga sarebbe stato installato un modulo temporaneo. La minoranza si chiede se sindaco e giunta abbiano «esplorato attivamente soluzioni alternative con Poste Italiane» o si siano limitati a «recepire passivamente una decisione calata dall'alto», accusando l'amministrazione di essersi trasformata in «uffici stampa» tramite un post su Facebook.[3] Nessuna fonte letta per questa pagina riporta una replica del sindaco o della maggioranza a questa critica specifica.
Questa pagina si fonda su il Resto del Carlino (edizione di Fano, articolo di Sandro Franceschetti) e su Corriere Adriatico (edizione di Pesaro, articolo di Marco Spadola), entrambi letti per intero.
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